Italo Cucci: "Ho chiesto al Viminale di mandarci famiglie di migranti per costruire una comunità" - 2/2
Pantelleria, ha spiegato Cucci, è stata rifugio per diversi politici: “La chiamavano l’isola dei socialisti. Adesso è rimasta Margherita Boniver. Morto qui Filippo Panseca, l’architetto pupillo di Craxi. Incrocio a volte Visco, l’ex ministro. Una volta Gianfranco Fini per le immersioni”. Il giornalista, invece, continua a fare il suo lavoro, ispirato dai maestri Sergio Zavoli e Gianni Brera, a cui “chiedevo sempre perché pungolasse tanto Rivera. Mi consigliò: ‘Per le polemiche punta sempre su uno di alto livello”. E poi Enzo Biagi, che “era in battaglia contro un ministro e pubblicava tutto. Era Orson Welles, il quarto potere”.
Il presente di Cucci, intanto, è sull’isola. E da presidente del Parco ha avuto anche le sue soddisfazioni. “Nessuno credeva che sarei riuscito a convincere il Presidente Mattarella a venire. Ma è bastato poco, una lettera un consigliere per tramite ed è arrivato. L’ultimo scoop della mia vita direi”. Al Presidente, accolto dai piccoli ranger dell’isola, il giornalista ha chiesto di ripristinare il punto nascite: “Nel 2025, ne abbiamo avute 63 su 7mila abitanti. In proporzione più che a Roma o Milano”.
E ancora, la richiesta al Viminale di “mandarci dei migranti con le famiglie al completo, con i loro bimbi. Per costruire una comunità fondata sul lavoro che c’è. Integrazione reale. Un futuro per noi e loro”. Nel frattempo, dopo gli incendi del 2016, Pantelleria ha ottenuto anche un aumento dei vigili del fuoco. Dopo il successo dell’Odissea di Nolan, sul turismo di massa orientato più verso Favignana e Lipari, Cucci non ha dubbi: “Non abbiamo bisogno di pubblicità, ricchi di storia come siamo”.