L'organizzazione: "Esposto alla Procura? La posizione più comoda è dire: 'Non si fa'" - 2/3
“Stiamo valutando se esiste uno spazio a Bari che possa ospitare adeguatamente il Jova Summer Party il 19 settembre. Per cui avremo bisogno di qualche giorno. Dopodiché, ammesso che la risposta sia positiva, i biglietti saranno validi per chi vorrà venire, mentre chi vorrà il rimborso potrà ottenerlo”. Queste le parole di Maurizio Salvadori, amministratore delegato della Trident Concert, la società organizzatrice del Jova Summer Party, nella conferenza stampa del 12 agosto dove è stato comunicato l’annullamento del concerto in programma lunedì 17 agosto nell’area dell’ex Cartiera di Barletta.
La vicenda è iniziata due mesi fa con un esposto presentato alla Procura della Repubblica sulla salubrità dell’area dell’ex industria cartiera. Questa mattina il parere negativo della Asl, dopo che le rilevazioni effettuate dall’Arpa avevano portato al prelievo e all’analisi di alcuni campioni relativi alla presenza di amianto nell’area. Nella relazione, racconta Salvadori, “è stato scritto che, pur non essendoci nulla nell’aria, è stato trovato un pezzo di amianto di circa 6-8 cm vicino all’ingresso. Questo ha dato adito all’ipotesi che potrebbero essercene altri, non visibili, e che il calpestio di 33.000 persone avrebbe potuto disperdere fibre nell’aria. Sulla base di questa ipotesi, stamattina l’Asl ha ritenuto l’area non idonea”.
“Il problema di fondo – ha fatto sapere Salvadori – è che, quando c’è un esposto alla Procura, nessun burocrate vuole essere chiamato a giustificare le proprie decisioni. La posizione più comoda è dire ‘non si fà, senza curarsi dei danni e dei disagi per 30.000 persone. La storia è tutta qua. Mi viene da dire che se qualcuno butta un pezzo di amianto dentro lo stadio San Nicola, si potrebbe ipotizzare che ce ne siano altri e vietare per sicurezza anche i concerti lì”.
“Questa vicenda è andata avanti per due mesi e mezzo e oggi, a pochi giorni dall’evento e con il palco quasi montato, ci fermano”, ha dichiarato Salvadori, che ha addebitato la responsabilità ai ritardi della burocrazia. Poi ha aggiunto: “Per smontare, ci hanno detto che dovremo indossare le tute bianche”. L’organizzatore, tuttavia, ha scagionato l’amministrazione comunale: “Il Comune non c’entra niente. Ho visto con i miei occhi il sindaco e tutta l’amministrazione battersi fino all’ultimo, sulla base della logica, per fare il concerto. Qualcun altro ha detto di no”.