Gli anni Sessanta di Guccini: il successo come autore per altri - 2/5
Prima ancora di diventare un nome noto come interprete, Guccini si fa conoscere scrivendo canzoni per altri artisti: “Auschwitz” per l’Equipe 84 e soprattutto “Dio è morto” per i Nomadi di Augusto Daolio, brano che diventa uno dei suoi più celebri nonostante la censura Rai per presunta blasfemia, pur essendo stato trasmesso persino da Radio Vaticana. Scrive anche per Caterina Caselli, con cui nel maggio 1967 fa la sua prima apparizione televisiva cantando proprio “Auschwitz”.
Il debutto discografico a proprio nome arriva nel 1967 con “Folk Beat n. 1”, firmato semplicemente “Francesco”: un album che contiene già pezzi entrati nella storia della musica italiana, come “Noi non ci saremo” e “Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)”.