Tajani ancora contro la Spagna: “Sui migranti Madrid ha fallito, da noi arrivi dimezzati. Su Conte e Ucraina il silenzio di Schlein è assordante”
Amici della Spagna, ma fino a un certo punto. Non contento delle dichiarazioni rilasciate ieri ai microfoni de La7, durante le quali ha rispolverato addirittura il ritorno dell’Isis, Antonio Tajani parla questa mattina dalle colonne del Corriere della Sera. Il nostro ministro degli Esteri difende nuovamente la scelta di sospendere Schengen e punta il dito contro gli “amici” spagnoli governati da Pedro Sanchez. “Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti – sostiene il vicepremier –, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l’altro anche settemila chilometri di confini europei, che riguardano anche altri Stati, e che sono dunque confini di tutta l’Unione”, azzarda in un’iperbole geografica.
Tajani ce l’ha col premier spagnolo che “sta regolarizzando 500 mila stranieri irregolari, e lo sta facendo senza aver condiviso questa scelta con nessuno dei partner europei, e questo non va bene – afferma ancora il leader azzurro nell’intervista al Corriere –. Ora addirittura si apprende che sono un milione le domande di regolarizzazione, e chi impedisce a queste persone di circolare liberamente nell’area Schengen?”. Almeno su questo, Tajani ha corretto se stesso: l’altro giorno aveva sostenuto che Sanchez stesse concedendo la cittadinanza spagnola a 500mila irregolari. In realtà, Madrid ha introdotto una procedura straordinaria che permette ad alcuni stranieri già presenti da tempo nel Paese di chiedere un’autorizzazione temporanea di soggiorno e lavoro. Una cosa ben diversa.
Il ministro risponde, poi, alle accuse reiterate ieri dall’omologo spagnolo Albares, secondo cui “l’Italia è ‘inondata’ dai migranti, al punto che in varie occasioni noi, il resto dei Paesi europei, abbiamo dovuto accoglierne una parte”: “I dati veri sono altri – ribatte Tajani –: da noi c’è stato un dimezzamento degli arrivi irregolari, anche grazie a una politica estera che sul dossier migratorio sotto il governo Meloni è stata più che responsabile, a cominciare dagli effetti di un Piano Mattei che è sistemico e che sta dando i suoi frutti”. Il titolare della Farnesina ricorda anche che noi “abbiamo già sospeso Schengen con la Slovenia e nessuno ha obiettato nulla, per noi non esiste una politica del diritto assoluto a emigrare”.
E rispedisce al mittente – cioè al centrosinistra – le accuse di rincorrere il generale Vannacci sul tema immigrazione: “Per noi Vannacci è ininfluente, non prendiamo decisioni sulla base di quello che fa Vannacci”.
Tajani non si lascia sfuggire l’occasione per attaccare il campo largo sul sostegno all’Ucraina, dopo le ultime dichiarazioni di Conte contro le armi e il dibattito che ne è seguito: “Vorrei capire cosa pensano il Pd e la Schlein, il cui silenzio di un giorno sulle parole di Conte è stato assordante: sono dichiarazioni di un ex premier che si commentano da sole, a me sembra che l’unico che insegue veramente Vannacci su posizioni filorusse sia Conte”. In ultimo, Tajani ribadisce che sarà il Parlamento a decidere che fare e quanto spendere dei soldi “opzionati” per il Safe: “Non si tratta di ‘soldi per fare la guerra’, come sostiene il campo ristretto – conclude il ministro degli Esteri -, ma al contrario per evitarla, soprattutto per mettere l’Italia in sicurezza e al riparo dalle guerre potenziali scatenate da altri ai confini dell’Europa”.