Stop alle chat di Delmastro, in giunta per il Regolamento decisivo il non voto di Azione. Bonelli: “Bravo Calenda, bel favore a Giorgia”
Mentre la destra continua a fare da scudo all’ex sottosegretario Fdi Andrea Delmastro perché le sue chat con Mauro Caroccia non diventino accessibili ai parlamentari, anche Azione dà una mano. Il caso è successo in giunta per il Regolamento, lunedì 3 agosto, quando la maggioranza ha deciso di non esprimersi e rimandare la scelta alla giunta per le Autorizzazioni (dove i numeri sono a favore della destra). Il voto è passato con 7 voti contro i 6 dell’opposizione e del Misto. L’esponente del partito di Calenda, Antonio D’Alessio, si è allontanato nel corso della discussione e non ha quindi partecipato al voto finale. “Nessun tema politico, siamo per l’autorizzazione a procedere”, hanno commentato fonti del gruppo di Azione alla Camera interpellate in merito. Di fatto però, il non voto di uno dei loro è stato decisivo per impedire l’accesso alle chat: se fosse finito 7 a 7, la richiesta di tornare in giunta per le Autorizzazioni sarebbe stata respinta.
Nel corso della giornata, D’Alessio ha giustificato l’assenza parlando di “un imprevisto di natura personale e familiare che ha richiesto la mia presenza altrove. Non ho partecipato ai lavori di oggi e non potrò farlo nei prossimi giorni”. Quindi, accusa chi vede una mossa politica di “lettura strumentale”: “Ovviamente giovedì avrei tenuto la dichiarazione di voto per il mio gruppo ribadendo che per quanto riguarda Azione siamo assolutamente favorevoli a che si conosca il contenuto di queste chat. Secondo: il mio voto, anche se presente, non sarebbe stato decisivo perché in caso di pareggio sarebbe stato fondamentale il voto del presidente della Camera”. Infine, ha ribadito: “Azione, come ho ricordato e come hanno già dichiarato il segretario Calenda e il capogruppo Richetti, voterà perché si autorizzi la pubblicazione delle chat di Delmastro. Questa è stata e sarà sempre la nostra posizione”.
Ma la polemica politica era già scoppiata. “Grazie ad Azione”, ha scritto sui social il deputato Avs Angelo Bonelli, “che è uscita dalla giunta per il regolamento al momento del voto dando la maggioranza alla destra, la giunta per autorizzazioni a procedere non potrà valutare le chat di Delmastro. Bravo Carlo Calenda, hai fatto un bel favore a Giorgia”. A lui ha replicato il deputato di Azione Matteo Richetti: “Mi dispiace questa malafede che non si ferma nemmeno davanti alla verità”, ha scritto su X. “Soprattutto da Angelo Bonelli. Azione vota per l’utilizzo delle chat di Del Mastro senza se e senza ma. L’assenza in giunta di ieri (non avrebbe cambiato nulla sul piano dell’iter) di un collega che oggi non è in Aula diventa motivo per fare un po’ di speculazione anche su posizioni che sono chiarissime”.
Il nodo è dunque rinviato. Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori punta il dito: “Rimettendo il voto sull’acceso ai documento ad un voto in maggioranza è chiaro che viene meno la natura di garanzia dell’organismo che presiedo”. All’attacco anche il Movimento Cinque Stelle che parla di “un precedente pericolosissimo. Sarà la maggioranza di turno di fatto a decidere chi può accedere alla documentazione e chi no”. Resta l’incognita dell’Aula: una parte del centrodestra (in particolare di FdI) spinge per il voto già questo giovedì e un’altra parte vorrebbe far slittare il tutto a settembre segnalando il ‘rischio numerì poco prima della pausa estiva. Una possibile buccia di banana per il centrodestra nell’iter parlamentare che si sommerebbe alle insidie di un possibile voto segreto.