Il fenomeno dei piccoli dischetti di plastica nera rinvenuti lungo le spiagge dell’Adriatico ha raggiunto anche la Puglia. Secondo quanto riportato da La Repubblica, dopo le numerose segnalazioni registrate negli ultimi mesi tra Veneto ed Emilia-Romagna, i primi ritrovamenti sono stati documentati anche sulla costa adriatica pugliese, in particolare nella zona di Molfetta, dove alcune immagini provenienti da Trullo Beach testimoniano la presenza di questi particolari elementi in plastica. Secondo gli esperti, non si tratta di normali rifiuti, ma di supporti plastici impiegati negli impianti di depurazione delle acque reflue. Questi componenti, chiamati “carrier”, servono come superficie di crescita per i microrganismi che permettono il trattamento biologico delle acque.
Le prime segnalazioni risalgono a gennaio 2025, quando migliaia di dischetti iniziarono ad accumularsi sulle spiagge di Rosolina Mare, in provincia di Rovigo, nei pressi della foce dell’Adige. Insieme ai carrier furono trovati anche frammenti di tubazioni corrugate e altri materiali plastici, e tutto ciò ha alimentato l’ipotesi di una dispersione accidentale da un impianto di depurazione situato lungo il bacino del fiume.
L’origine del fenomeno
Sull’origine del fenomeno, al momento, non esistono ancora conferme ufficiali. Tra le ipotesi più accreditate c’è quindi quella di un malfunzionamento o di un guasto in un impianto di depurazione localizzato tra Veneto e Trentino-Alto Adige. Da lì, i materiali sarebbero stati trascinati dall’Adige fino al mare e successivamente distribuiti dalle correnti lungo l’intera costa adriatica, arrivando fino alla Puglia.