Il monologo di Audrey Hobert - 6/9
“I was never a three, I was a beautiful child”. Audrey Hobert si è costruita una strada tutta sua in questa nuova scena di popstar emergenti. L’ha fatto con una grande sagacia, autoironia e coerenza, dimostrando di avere un background di vita vera vissuta realmente interessante e spendibile, cosa più unica che rara. E soprattutto ha costruito un rapporto di confidenza con il suo pubblico al punto che i momenti più attesi dei suoi set, oltre a quando salta sul tappeto elastico per “Sue Me”, sono quelli in cui racconta momenti della sua adolescenza buffi, traumatici o divertenti senza prendersi troppo sul serio ma lanciando anche dei messaggi importanti. Al LollaPalooza ha raccontato di quando un ragazzo al liceo gli aveva dato un 3/10, ma lei, guardando dove è arrivata ora e dove non è arrivato lui, l’ha presa con filosofia.