Il Lollapalooza è appena concluso e già ci manca. L’edizione 2026 è stata speciale e ricca di esibizioni valide, pensate e progettate esclusivamente per il festival. Quello di Chicago è diventato un appuntamento musicale fondamentale per band e artisti per presentare un nuovo tour, un album o progetto.
È molto complesso organizzare una lineup capace di mettere d’accordo i gusti di tutti, anche perché spesso si devono allineare degli eventi promozionali dei singoli artisti, e di fare un mix tra emergenti, nuova scena e vecchie glorie. È un mix che non può venire alla perfezione ogni anno, ma a questo giro forse ci sono riusciti. Questa edizione del Lollapalooza, fondato nel 1993 dallo storico leader dei Jane’s Addiction Perry Farrell, è stata memorabile e questi sono i nostri highlights.
Charlie XCX e Lorde sono le madrine del Lollapalooza
Lorde è stata l’headliner d’apertura di questa edizione del LollaPalooza dove è tornata dodici anni dopo la prima volta, quando aveva solo 17 anni, fresca del successo di Pure Heroine, e nove anni dopo la sfortunata esibizione del 2017 interrotta per cattivo tempo dopo pochi brani. In questa riedizione Lorde è nel pieno della sua maturità artistica e il percorso va quasi di pari passo con quello della sorella maggiore Charlotte Emma Aitchison. Uno degli highlights del Lolla26 è la loro collaborazione in Girl, it’s so confusing, il brano di Charli XCX riedito nel sequel di Brat assieme all’artista neozelandese.