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Calderone e “il Paese delle opportunità” – Le storie: “Sono emigrata in Germania a 44 anni e sono rinata”. “In Italia guerra tra poveri”. “Serviamo stanchi, precari e ricattabili”

"In Italia dottorato negato ai miei figli: a Londra li hanno presi subito". "La laurea in Italia è fattore di frustrazione". Anche oggi pubblichiamo i messaggi che ci avete mandato sulle dichiarazioni della ministra del Lavoro. Se volete scrivete a fattocervelli@gmail.com
Calderone e “il Paese delle opportunità” – Le storie: “Sono emigrata in Germania a 44 anni e sono rinata”. “In Italia guerra tra poveri”. “Serviamo stanchi, precari e ricattabili”
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Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com

Marco Melotti – Da operaio mi sono mantenuto gli studi, lettere in laurea triennale, storia in laurea magistrale. Morale della favola: faccio ancora l’operaio.

Renato De Piccoli – Poveri ragazzi.

Alessia Cocozza – Dopo aver visto il post sulle dichiarazioni della Ministra del Lavoro, non potevo non condividere la mia storia. Sono italiana, di Varese, ho 46 anni. Ho lasciato l’Italia nel 2009 soprattutto per la mentalità che avevo trovato nel mondo del lavoro. Quando inizi a viaggiare, studiare e lavorare all’estero è difficile non rendersi conto di quanto l’Italia sia rimasta indietro sotto molti aspetti. Non sono partita perché mi mancasse la voglia di lavorare. Sono partita perché all’estero ho trovato un modo diverso di vivere il lavoro: più basato sulla fiducia, sulle competenze, sulla flessibilità e sui risultati. Una volta provato, è difficile immaginare di tornare indietro. Sprono i giovani farsi esperienze all’estero senza ascoltare le parole della ministra del “Lavoro”. Le esperienze con altre culture ti cambia la mentalità. E’ il miglior esercizio di “stretching” per i propri neuroni.

Diana Dorato – All’estero i ragazzi scoprono la bellezza di essere lodati per la loro preparazione, e non si tratta della lode che affianca il voto di laurea, si tratta al contrario di rispetto, comprensione espressi con remunerazioni degne e adeguate al valore, al livello delle prestazioni, delle competenze, dell’impegno e di tutto quanto forma la dignità della persona e non con conoscenze e raccomandazioni, che impediscono loro di vedere in prospettiva il proprio futuro. Dopo aver visto questo i ragazzi e le ragazze dovrebbero tornare in Italia a vedere come si viene sfruttati, come si vive col dubbio se si avrà un lavoro tra un mese, due o sei. Dovrebbero imparare le ragazze che la vita da ricercatrici non prevede l’essere madri, perché ai padri non è concesso di condividere la gestione dei figli e quindi se la devono vedere da sole, spesso subendo lo sfumare della propria carriera non certo per loro mancanze. Dovrebbero prendere tutto il tessuto sociale che hanno creato all’estero e scambiarlo con quello che ogni anno si deteriora qui, perché stiamo involvendo degradandoci ad una umanità che comincia dalla scuola primaria a non rispettare chi lavora, insegna, dirige nel campo dell’istruzione. Lei lo farebbe, Calderone? Grazie dunque per il prezioso consiglio, ma spero che i ragazzi e le ragazze non lo seguano. Una madre italiana

Antonio Frezza – Ho 63 anni laureato con laurea mai usata. Ho sonno diventato tecnico di materiali composito per la nautica e l’industria facendo anche il dirigente. Ma non posso che sperare nella pensione sociale perché nella nautica, quella per ricchi, chi lavora per conto terzi è condannato a guadagnare poco e lavorare tanto. Ho detto ai miei figli, tre, di imparare l’inglese e cogliere opportunità all’estero perché il nostro è un paese che dovrebbe avere l’eutanasia per chi ha superato i sessantacinque anni. Altrimenti non si rinnova. Viviamo dei fasti del passato, rimettendoli nei fatti.

Matteo Rossi – Ho 43 anni. Per arrivare a 2mila euro di stipendio lavoro la domenica e di notte. Ho 2 figli e arrivo a stento a pagare le bollette. Ai miei figli ho detto di scappare da questo paese fatto di imbroglioni in Parlamento.

Luca Rondena – Vivo all’estero da oltre dieci anni. Stando alla mia esperienza, posso affermare con certezza che l’Italia non è un Paese per giovani lavoratori. Quindi capisco perfettamente chi sceglie una destinazione estera e decide di rimanervi senza rimpianti. L’Italia sarà anche il ‘Paese più bello del mondo’, ma la mia serenità, la mia stabilità economica e la possibilità di garantire un futuro degno a me e alla mia famiglia sono diritti non negoziabili.

Alessandro Zucchero – Credo che Calderone dovrebbe solo nascondersi.

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