Il mondo FQ

Calderone e “l’Italia Paese delle opportunità” / “Ho due lauree e sono disoccupato”. “A Milano lavoravo 13 ore al giorno”. “All’estero in due mesi ho quadruplicato lo stipendio”

"Ma di quale Paese parla Calderone?". I messaggi dei lettori che arrivano al fatto.it criticano le dichiarazioni fatte dalla ministra del Lavoro rivolte ai giovani che vogliono andare all'estero. Se volete mandare il vostro contributo, mandateci una mail a fattocervelli@gmail.com
Icona dei commenti Commenti

Continuano ad arrivare al fattoquotidiano.it le mail dei lettori, che commentano le dichiarazioni della ministra del Lavoro Calderone: ai giovani che decidono di emigrare, ha detto che sono nati nel “Paese più bello del mondo” che, peraltro, “offre anche delle buone garanzie” rispetto al mondo del lavoro. Ma, come raccontato negli anni dalle esperienze degli expat nella sezione Cervelli in fuga, le decine di migliaia di connazionali che ogni anno decidono di emigrare, lo fanno proprio a causa di un mercato del lavoro logorato e non competitivo: salari bassi, scarse possibilità di crescita, precariato, lavoro nero e forte insoddisfazione professionale e personale. Di seguito riportiamo alcune mail ricevute a fattocervelli@gmail.com, che dimostrano come le parole della ministra siano lontane dalle esperienze che gli italiani, in patria o all’estero, vivono o hanno vissuto sulla loro pelle. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci.

Simone Spedicato – Disoccupato, due lauree e 10 anni di esperienza di lavori accompagnati dalla retorica del lavora e ringrazia che ti faccio lavorare. L’istruzione pubblica è ormai un posto di lavoro da comprarsi coi titoli. Cerco ancora in fabbrica, con addosso l’ombra della (quasi) convinzione che non avrei dovuto fare l’università. Ci propongono lavori sottopagati senza formazione e li chiamano tirocini. Qualcuno dovrà pagare per tutto questo: pagherete tutto e pagherete carissimo!

Alessandro Roncarati – Ho lasciato Milano (praticante commercialista, 1800 euro, partita Iva) dopo sei anni di lavoro “forzato” – visto che lavoravo 10-13h al giorno -, per conseguire un master in fiscalità internazionale . E appena l’ho comunicato mi hanno messo il bastone tra le ruote. Arrivo a Vienna dove un neolaureato iniziava allora (2012) con 2300 Euro, 38 ore a settimana. Questo è solo uno dei tanti fatti che quotidianamente mi dice di restare, nonostante abbia una voglia matta di tornare, ma con chi ci governa (destra e sinistra) e soprattutto con certa mentalità col cavolo che torno! PS: visto che mi piaceva la materia, ho fatto domanda, poi accettata e ho pure conseguito un dottorato di ricerca in diritto tributario internazionale in uno dei più rinomati istituti nella ricerca in questo ambito.

Lorenzo Tacconi – Sono Lorenzo, ho 38 anni e vivo in Germania da dieci anni. Sono partito quando ero un vero giovane. Vivo a Potsdam, che sta a Berlino come Ostia sta a Roma: le separano circa trenta chilometri. Qui, per raggiungere il centro di Berlino, posso scegliere tra tre linee diverse: la S-Bahn, i treni regionali oppure quelli della ODEG (Ostdeutsche Eisenbahn GmbH), compagnia ferroviaria privata della Germania orientale. In teoria potrei arrivarci anche in bicicletta senza grossi problemi, tempo permettendo. C’è chi lo fa perfino d’inverno. Lungi da me fare la vittima, ma quando frequentavo l’università a Tor Vergata impiegavo quattro ore al giorno solo per andare a lezione: dal litorale a Roma Nord, quattro ore tra andata e ritorno. Si immagini la ministra quanto si arrivi freschi in aula dopo un’Odissea del genere. Sfido ancora la ministra a percorrere la tratta della ferrovia Roma-Lido tra Ostia e Piramide alle due del pomeriggio, ad agosto. Mi piacerebbe poi sentirla pronunciare con la stessa sicurezza la frase: «L’Italia offre buone garanzie», mentre, completamente zuppa di sudore, cerca un po’ d’aria nella sauna-vagone, stretta tra un’ascella e l’altra dei vicini di viaggio. I giovani, a mio parere, da anni, sono un fastidio per la politica italiana. Forse non portano voti favorevoli. Meglio siano confusi, stanchi; che se ne vadano. Mi chiedo se l’Italia descritta dalla ministra e quella che ho vissuto io non siano, in realtà, due Paesi diversi. Forse la ministra ha vissuto esperienze diverse dalle mie. Forse l’Italia di cui parla apparteneva alla sua generazione, non alla mia.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione