Boy George: "Dall'inizio della mia carriera indosso la Stella di David" - 3/3
Sotto il post con la canzone “We will dance again” pubblicata sui social ci sono più di 16mila commenti. Oltre ai sostenitori dello Stato Ebraico, che si complimentano con lui per essersi esposto e per coraggio, si sono moltiplicate le osservazioni critiche e gli slogan “Free Palestine“. “Non posso credere a ciò che ho appena sentito, Palestina libera”, ha scritto qualcuno. E ancora: “Il genocidio non è qualcosa che celebri“; “Sei dalla parte sbagliata della storia“; “Vergogna”; “Questo brano è disturbante, Israele è responsabile delle più vili violazioni dei diritti umani e crimini di guerra dei tempi moderni. Quale tipo di persona crea una canzone con l’AI per cantare di queste atrocità con indifferenza? Sicuramente sei stato pagato bene per questo pezzo di propaganda”.
Non è la prima volta che Boy George si schiera a sostegno di Israele, con i fatti o le parole. All’Eurovision Song Contest di Vienna 2026, dove ha rappresentato San Marino insieme alla cantante italiana Senhit con il brano “Superstar”, era stato interrogato sul boicottaggio della kermesse da parte di alcuni Paesi, che avevano scelto di farsi da parte a causa della partecipazione dello Stato Ebraico. Lui aveva risposto fermo: “Dall’inizio della mia carriera ho indossato la Stella di David, mi sento molto connesso al popolo ebraico, non sono necessariamente collegato a Israele e non ho davvero un’opinione su questo. Ma la missione della musica è unire le persone”.