Boy George: "Sto con gli ebrei, i musicisti declamano come pecore" - 2/3
“We Will dance again“, che riprende il titolo di un documentario co-prodotto da Stati Uniti, Regno Unito e Israele sull’attacco di Hamas del 7 ottobre, è anche una critica agli artisti che si sono schierati in favore della Palestina: “Condanni gli ebrei, con memoria selettiva. Musicisti che tengono bandiere, declamano come pecore, la propaganda alimentata da Internet sembra così debole”, alcuni dei versi della canzone. Una stoccata ai colleghi che, nei mesi, hanno preso posizione contro lo Stato Ebraico. Quelli che il 17 settembre 2025 si sono esibiti al concerto benefico “Together for Palestine” a Wembley (Londra), come Gorillaz, Bastille e James Blake tra gli altri, raccogliendo oltre due milioni di euro. E in generale, tutti coloro che si schierati con la popolazione di Gaza e hanno sfruttato il megafono della loro popolarità: Dua Lipa, Massive Attack, Annie Lennox e molti altri, anche in Italia.
Se c’è un passaggio che, poi, rende ancora più esplicito il pensiero di Boy George è il ritornello della canzone: “Se mai avrai dubbi, io sto con gli ebrei. Non mi sento coraggioso, ho solo bisogno di comportarmi da essere umano”. E pensare che nel 1984 insieme alla sua band Culture Club, in “War Song” l’artista cantava che “la guerra è stupida e le persone sono stupide. E l’amore non significa niente in alcuni strani ambienti”.