Per decenni la comunità scientifica ha ritenuto che l’estinzione dei dinosauri, avvenuta 66 milioni di anni fa, fosse stata causata dall’onda d’urto del meteorite di Chicxulub, unita a un inverno globale provocato dal rilascio di zolfo e dalle conseguenti piogge acide. Oggi, due ricerche separate pubblicate a distanza di pochi giorni ribaltano queste credenze e riscrivono la dinamica dell’estinzione di massa, spostando la causa dal freddo solforoso a un’ondata di calore globale generata dalla polvere, e identificando la natura esatta e rarissima del corpo celeste.
Il primo studio, condotto dalla Purdue University (Stati Uniti) e pubblicato sul Journal of Geophysical Research Biogeosciences, dimostra che l’effetto catastrofico non fu dovuto all’impatto iniziale. La collisione vaporizzò oltre 1.000 chilometri cubi di materiale terrestre e spaziale, sollevando un immenso pennacchio nell’atmosfera. Il materiale terrestre si condensò in goccioline di roccia (sferule) ricadute sulla superficie, mentre i detriti dell’asteroide formarono una gigantesca e sottile nube di polvere che avvolse il globo terrestre.