La moglie dell'assassino: "Non è il mostro che tutti dipingono" - 3/3
Prima dell’omicidio, però, Hall aveva costretto Exelby a prelevare denaro per lui e a registrare un video in cui confessava di essere “stata lei a costringerlo a ucciderla”. Filmato video che l’uomo ha tentato di cancellare, ma che è stato recuperato più tardi dagli inquirenti. Come racconta sempre il Telegraph, dopo aver ucciso la donna, Hall l’ha seppellita in un bosco lontano dal luogo del delitto, gettando i suoi vestiti in un cassonetto. Dopo una settimana, però, la polizia è riuscita a rinvenire il cadavere di Exelby e a incastrare Hall.
Mentre il processo è ancora in corso la moglie del killer Ginger Stein, gravemente malata, difende il marito: “Non è il mostro che tutti continuano a dipingere, non è come se fosse andato a caccia di qualcuno… è stata lei a cercare lui. Non in modo malizioso, ma è stata lei a prendere l’iniziativa – ha raccontato al quotidiano britannico – Credo davvero che ci tenesse a quella donna. Forse ha rivisto in lei una persona malata come me e ha provato compassione”.
La famiglia della vittima, invece, ha ricordato Exelby come “una persona davvero meravigliosa, dentro e fuori. Aveva un’anima di una dolcezza infinita, tanto che aveva scelto di diventare vegana perché non sopportava l’idea che un animale dovesse soffrire solo perché lei potesse mangiare. Questo era il suo modo di essere: gentile, compassionevole e colma di un amore silenzioso (…). Sonia era una di quelle rare persone che ti facevano sentire completamente libero di essere te stesso. Non giudicava mai, non criticava mai: accoglieva semplicemente le persone così come erano e le amava per questo. È qualcosa che molti di noi porteranno con sé per sempre”.