Cultura

Davide Iodice lascia Napoli: “Tornerò quando mio figlio ipovedente potrà attraversare la strada con le mani in tasca”

Il regista spiega a Repubblica le ragioni del suo trasferimento a Modena con la moglie Valeria Parrella. Un atto d'accusa sui ritardi campani in tema di inclusione, culminato in una silenziosa protesta nella sede della Regione

di Redazione FqMagazine
La mancanza di diritti e il legame con la città di Napoli - 3/4

La mancanza di diritti e il legame con la città di Napoli - 3/4

La scelta di abbandonare il capoluogo campano rappresenta un punto di rottura per un professionista storicamente legato al territorio. “Ho sempre scelto di tornare a Napoli”, ha ricordato Iodice. “Dopo l’Accademia Silvio D’Amico sono rientrato qui. Ho lavorato all’estero, in tutta Italia, ma questa è sempre stata la mia città. Se sono andato via è perché qui manca ancora un sistema capace di garantire autonomia e diritti”. Le condizioni per un rientro definitivo sono legate a criteri prettamente logistici e assistenziali: “Tornerò quando mio figlio potrà avere tutor universitari e servizi adeguati per arrivare a Monte Sant’Angelo“. Nel frattempo, il regista manterrà vivo il proprio impegno formativo al Colosimo: “Io continuerò a esserci. Sarò a Napoli di frequente. Apriremo a tutti, ma il nostro focus resteranno gli esclusi. Sarà un luogo con un altro sguardo, un’altra prospettiva, un’altra visione”.

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