Cultura

Cosa raccontano i coltelli: a Castel Sant’Angelo la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”

Cuore della mostra è il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Roma. L’esposizione invita il pubblico a leggere la storia attraverso le sue tracce più autentiche, dando spazio alle vicende di una popolazione che raramente trova spazio nelle narrazioni ufficiali

di Redazione FqMagazine

Il percorso di visita di Castel Sant’Angelo, a Roma, si arricchisce di un nuovo spazio espositivo: il Bastione di San Marco apre al pubblico con la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento“.

Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e organizzata da Civita Mostre e Musei, la mostra attraversa la storia della capitale attraverso documenti dell’Archivio di Stato di Roma oggetti storici e testimonianze. In particolare, atti processuali, verbali, bandi e documenti giudiziari datati tra il 1611 e il 1865, individuati durante le ricerche di Franco Russo, dialogheranno con le sagome di coltelli disegnate a margine di numerosi documenti processuali e una selezione di coltelli storici appartenenti alla sua collezione privata per raccontare storie di cronaca, violenza e vita quotidiana di quegli anni. Attraverso i documenti conservati dall’Archivio di Stato emerge un vivido affresco della vita nella Roma papale: dalle vicende quotidiane delle classi popolari, spesso escluse dalla storia ufficiale, alle strategie di controllo del territorio delle istituzioni. Il confronto tra queste due prospettive costituisce uno dei temi centrali dell’esposizione, offrendo una riflessione sul rapporto tra giustizia, ordine pubblico e società. Anche Castel Sant’Angelo, che ospita la mostra, fa parte del racconto, essendo stato per secoli luogo di detenzione per molti personaggi simili ai protagonisti dei documenti esposti.

Cuore della mostra è il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Roma, che grazie a questa collaborazione esce dai depositi. L’esposizione invita dunque il pubblico a leggere la storia attraverso le sue tracce più autentiche, riscoprendo la complessità della Roma di ieri e le vicende di una popolazione che raramente trova spazio nelle narrazioni ufficiali. L’esposizione sarà visitabile dal martedì alla domenica, dal 25 giugno al 13 settembre 2026.

Cosa raccontano i coltelli: a Castel Sant’Angelo la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”
Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione