Cultura

Davide Iodice lascia Napoli: “Tornerò quando mio figlio ipovedente potrà attraversare la strada con le mani in tasca”

Il regista spiega a Repubblica le ragioni del suo trasferimento a Modena con la moglie Valeria Parrella. Un atto d'accusa sui ritardi campani in tema di inclusione, culminato in una silenziosa protesta nella sede della Regione

di Redazione FqMagazine
Il trasferimento a Modena e la simulazione in sala - 2/4

Il trasferimento a Modena e la simulazione in sala - 2/4

Da un anno, una delle figure più autorevoli del teatro italiano ha scelto di stabilirsi a Modena insieme alla moglie, la scrittrice Valeria Parrella, per poter seguire e supportare il figlio ipovedente nel suo percorso di studi universitari. “Il personale diventa politico”, ha esordito Iodice, evidenziando il divario di servizi tra le due realtà urbane. “Io devo pensare a mio figlio. In Emilia Romagna può muoversi da solo, qui no. A Modena attraversa la strada con le mani in tasca. A Napoli un ragazzo ipovedente è costretto ad attraversare con le braccia aperte per chiedere alle auto di fermarsi”. A sostegno delle proprie dichiarazioni, il regista ha compiuto un gesto descritto da Repubblica come una vera e propria “pantomima silenziosa”: ha lasciato il tavolo della sala giunta della Regione e ha attraversato lo spazio a passo lento, tenendo entrambe le braccia tese in avanti. Una simulazione fisica delle difficoltà imposte dalle strade napoletane, che ha fatto immediatamente calare il silenzio tra i presenti.

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