Dietro le medaglie dell’atletica paralimpica e la storica vittoria al Festival di Sanremo del 1998, il decorso della retinite pigmentosa presenta oggi un conto inesorabile. Annalisa Minetti convive da tre decenni con il buio, un arco temporale durante il quale l’opinione pubblica e le logiche televisive l’hanno cristallizzata nel rassicurante ruolo della donna invincibile.
Oggi, a 49 anni, la cantante milanese sceglie di abbattere questa narrazione per mostrare la contabilità silenziosa della sua condizione. Ospite del podcast “We Are Freaks”, l’artista ha spiegato che la sfida attuale non riguarda più la perdita della vista in sé — un processo iniziato con i primi sintomi a dodici anni, aggravatosi a ventuno e culminato nel 2023 con la scomparsa anche della percezione di luci e ombre — ma un’erosione ancora più intima: lo sbiadire progressivo del proprio archivio visivo interiore.