“Quarantamila maghrebini e tanti psicopatici che violentano ragazzine e fanno quello che gli pare, distruggono ogni giorno qualcosa o qualcuno…. voi cretini puntate il dito su di me e non risolvete i problemi veramente gravi e seri”. Inizia così il lungo sfogo affidato a Instagram da Artem Tkachuk, l’attore italo-ucraino di 25 anni diventato celebre per il ruolo di “Pino ‘o pazzo” nella serie televisiva Mare Fuori. Una reazione a caldo che arriva all’indomani della sentenza di condanna in primo grado per i vandalismi avvenuti la scorsa primavera nel Milanese.
L’attore rivendica la propria estraneità ai fatti, attaccando frontalmente forze dell’ordine e stampa: “Quella notte come dichiarato anche davanti al giudice ho fatto 200 metri per comprare le sigarette e mi sono trovato in un blitz con accuse che c’erano macchine rotte. Ovviamente ho opposto resistenza a sti poliziotti che potevo veramente spezzarli in due secondi … ammetto di aver bevuto un po in più quella notte. E ho sbagliato a non essere diplomatico come voi…ora andate a puntare il dito su di me senza prove e senza alcun motivo, soltanto perché dietro al giornalismo c’è un business che la gente comune non comprende ….questo è il prezzo di chi sta sotto ai riflettori”.
Il flusso di coscienza di Tkachuk si sposta poi su un piano strettamente intimo, svelando le fragilità dietro al personaggio pubblico, per poi chiudersi con una provocazione: “Ammetto che ho avuto un periodo no nella mia vita e ho sottovalutato cos’è la depressione e di conseguenza nella mia solitudine cercavo di ammorbidire il dolore interiore con l’alcol che poi è diventato abitudinale nel mio quotidiano ed è sbagliato...(…) ma non sono né primo, né l’ultimo che è stato preda del show business e del demonio. (…) E per quanto vorreste vedermi morto o sotterrato non ci riuscirete mai perché ormai la mia corazza è diventata indistruttibile. Non mi piegherò a voi corrotti”.