Le proteste dei lavoratori - 2/3
La chiusura della struttura ha avuto ripercussioni anche sul piano occupazionale. Nei mesi scorsi i dipendenti hanno organizzato diverse manifestazioni per chiedere garanzie sul proprio futuro lavorativo, mentre gli ultimi eventi già prenotati sono stati trasferiti in altre strutture del territorio. Nel frattempo la Regione Campania ha reso noto che non risulta ancora avviata una procedura di crisi d’impresa da parte della società.
Oltre allo sgombero, il Comune sta valutando quale possa essere il destino dell’intero complesso. È stato infatti affidato uno studio di fattibilità per verificare se esistano “validi e prevalenti interessi pubblici” che possano giustificare il mantenimento della struttura anziché la sua demolizione e individuare una possibile futura destinazione d’uso. L’area, che si estende per circa 50 mila metri quadrati e comprende giardini, eliporto e numerosi edifici, rappresenta infatti un patrimonio importante ma anche un impegno economico rilevante per l’amministrazione comunale.