Ustioni, lividi su tutto il lato destro del corpo, dal petto all’ascella, e un collare ortopedico a sorreggergli il collo che dovrà portare per settimane. Ma i segni più profondi, quelli che non lo fanno dormire la notte, sono invisibili.
Ljubisa Karović, 61enne imprenditore serbo e padre di due figli, è l’uomo che la mattina del 10 luglio ha guardato la morte in faccia: il suo corpo è stato parzialmente risucchiato fuori dal finestrino esploso di un Boeing 737 di Ryanair in volo. Sopravvissuto a un incubo ad alta quota, oggi rompe il silenzio, preannunciando tramite i suoi legali una durissima battaglia per il risarcimento.