Bianca Pitzorno attacca Michele Mari e il Premio Strega: "Le grandi opere non diventino scudi per le carogne" - 3/4
Pitzorno è stata l’unica finalista a esporsi pubblicamente contro le frasi di Michele Mari sull’aspetto fisico di Michela Murgia. Una presa di posizione netta: “Perché mi sono scocciata di sentire ancora quelle bassezze. Litigai con Vittorio Feltri quando disse le stesse cose. E lo rifarei”. La colpa delle tensioni, secondo lei, è anche delle dinamiche del Premio: “Non si può obbligare sei scrittori che a stento si conoscono e sono pure in competizione, a passare insieme tutto quel tempo: a cena, in albergo, in viaggio. Va a finire per forza come nella casa del Grande Fratello“. La vittoria di Mari, tuttavia, non la scompone: “Il premio va al libro, non allo scrittore. E questo però non significa che Mari non vada giudicato, anzi è proprio per questo che ho reagito e se ne è discusso. Solo se salviamo l’opera, possiamo mettere in discussione l’uomo. Solo così, le grandi opere non diventano scudi per le carogne. Non mi priverei di un libro di Mishima, sebbene fosse un fascista: se per fare il moralista, boicotti un libro, danneggi te stesso”.
Un giudizio che si allarga a tutto l’ambiente letterario, confermando l’idea che gli scrittori italiani odino le scrittrici: “Ed è vero. Anche se io quest’odio non l’ho vissuto sulla mia pelle, perché sono stata a lungo considerata una scrittrice per bambini, cioè una non scrittrice, quindi non una rivale. Ora immagino che saranno arrabbiatissimi: La Sonnambula è uscito il 5 gennaio ed è tornato in classifica”.