"Se c'è qualcosa prendila, non farti pregare. Sarebbe imperdonabile potere e non provare" - 2/2
Calabrese racconta di non aver mai sognato la televisione, ma di aver scelto di viverla seguendo un principio che considera il suo motto: “se c’è qualcosa prendila, non farti pregare. Sarebbe imperdonabile potere e non provare“. Un modo di affrontare la vita che lo porta a non lasciarsi sfuggire le occasioni: “Quando mi capitano le cose, me le vivo e me le godo, e a me è andata così”. Nel corso della lunga intervista si torna anche su Antonella Clerici e sul periodo in cui era inviato de La Prova del Cuoco: “Di lei ricordo l’accoglienza e il modo che aveva di ‘lanciarmi’, ma anche il suo sorriso. Porto tutto nel cuore”. E sul futuro in Rai, alla domanda su un’eventuale proposta per una prima serata, risponde: “Io credo di dover ancora crescere. Questo programma me lo sento addosso e cucito bene su di me, e per questo sto bene dove sto”.
Infine, a chi lo considera un conduttore sui generis, Peppone replica così: “Spero solo che nessuno mi dica che io sia maleducato. Penso e spero di essere rispettoso del lavoro degli altri; se qualcuno mi criticasse su questo, allora farei una seria analisi su me stesso. Se non mi contestano questo ma solo il fatto che canto, ballo, che parlo ogni tanto in dialetto, non ci sono problemi per me”.