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“Mio padre era perbene e un chirurgo stimato che andava a messa tutte le domeniche. Un giorno mi ha preso in disparte dicendomi: Adoro quel film in cui interpreti uno stupratore”: così Willem Dafoe

Dai villain degli esordi all'aneddoto sul padre chirurgo, fino alla vita in Italia con Giada Colagrande

di Redazione FqMagazine
Dafoe conduce una vita privata sorprendentemente tranquilla - 2/2

Dafoe conduce una vita privata sorprendentemente tranquilla - 2/2

Dietro il volto spesso associato a personaggi oscuri e tormentati, Dafoe conduce una vita privata sorprendentemente tranquilla. È sposato dal 2005 con la regista e attrice italiana Giada Colagrande, conosciuta dopo aver apprezzato un suo cortometraggio presentato a Venezia: tra i due, a suo dire, è scoccato il colpo di fulmine, culminato in un matrimonio celebrato in municipio ad appena un giorno dalla proposta, con soli due testimoni. Proprio grazie a questo legame Dafoe ha anche acquisito la cittadinanza italiana e vive parte dell’anno poco fuori Roma, in una fattoria dove alleva animali, tra cui alcuni alpaca, e coltiva un orto.

Vegetariano convinto per motivi ambientali, pratica ogni giorno ashtanga yoga e si è speso pubblicamente per cause legate al cambiamento climatico, firmando insieme ad altri duecento artisti un appello internazionale promosso da Juliette Binoche. Tra i retroscena più curiosi della sua carriera c’è poi un ruolo sfumato per un soffio: negli Anni 80 fu tra i nomi presi in considerazione per il Joker del “Batman” di Tim Burton, parte poi affidata a Jack Nicholson. E per i più piccoli, Dafoe è anche una voce nota: ha prestato la voce a Gill in “Alla ricerca di Nemo”.

A settant’anni compiuti, con una filmografia sterminata alle spalle e progetti sempre nuovi in cantiere (tra cui il film horror “Werwulf” di Robert Eggers), Willem Dafoe resta uno degli attori più imprevedibili e rispettati in circolazione: capace di passare da un blockbuster Marvel a un film sperimentale teatrale senza mai perdere la propria identità artistica.

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