Max Angioni ha lasciato la conduzione de “Le Iene” con Veronica Gentili per dedicarsi ai suoi nuovi progetti. Al suo posto, come anticipato dal settimanale Chi, arriverà Andrea Pisani. Dunque l’attore continua il suo percorso teatrale con “Anche meno”: “Un modo per affrontare la psicosi collettiva. – ha dichiarato a Sette de Il Corriere della Sera – Siamo iperstimolati, circondati da notizie orrende. In giro impazzano i fuffa-guru che ci spingono a fare, fare, fare. Diciamoci: anche meno. E torniamo a respirare”.
Poi fa parte del cast di “Roast in peace” su Prime Video dal 18 settembre, ma prima sbarcherà al cinema con “Il malloppo” di Volfango De Biasi, nelle sale dal 3 settembre.
“Faccio terapia da tempo, -ha poi continuato – cerco di battere l’Alien che abita dentro di me. Il mio sabotatore interiore. Un tipo pazzesco, un maranza tatuato, palestrato, con la tartaruga, rasato, in canotta. Qualsiasi cosa faccio mi ripete: eh, Max, io ti avverto, andrà male, malissimo. Tu fa come vuoi, ma andrà male. Mi smonta, mi minaccia, mi impedisce di provarci. Una brutta persona. Vengo da una crisi di mezza età un po’ anticipata. Un tipo così è da evitare”
Poi il discorso si sposta sulle diete: “Le faccio. Mi stanco. Le fermo. Le riprendo. Non mi drogo: dunque, il cibo è il mio unico conforto. A volte penso: se metti nel piatto pizza, hamburger e patatine tutto passa. Oppure: dai, Max, mangia questa bella merendina che ti senti meglio. Il giorno dopo mi sveglio e capisco di aver sbagliato”.
“A scuola ero molto timido. Ci voleva coraggio per uscire con me.- ha rivelato – Quando ero a mio agio, beh allora: potevo anche essere gradevole, simpatico. Altrimenti, l’apocalisse. Come Elon Mask quando parla ai suoi… La mia vita sentimentale era Tranquilla. Ho una compagna incredibile che faccio ammattire di continuo. Ma abbiamo trovato un bell’equilibrio”.
E poi la chiusa: “I comici sono permalosi. Ma le critiche bisogna accettarle. Se fai pelo e contropelo agli altri durante gli spettacoli non puoi pretendere che tutti ti adorino. L’unica eccezione riguarda i giovani. Per affinare la qualità ci vuole tempo. Condannare subito è sbagliato”.