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“Mi è venuta voglia di un arancino e una birra prima della finale di Ballando con le stelle: non l’avessi mai fatto. Sono stata male tutta la notte”: così Bianca Guaccero

La conduttrice, attrice e ballerina ha ricordato un aneddoto inedito legato alla vittoria

di Redazione FqMagazine
“Mi è venuta voglia di un arancino e una birra prima della finale di Ballando con le stelle: non l’avessi mai fatto. Sono stata male tutta la notte”: così Bianca Guaccero

Bianca Guaccero ha trionfato alla diciannovesima edizione di “Ballando con le Stelle” il 21 dicembre 2024, in coppia con il ballerino professionista Giovanni Pernice, oggi suo compagno. Ma la stessa conduttrice, attrice e ballerina ha ricordato a Vanity Fair un aneddoto inedito legato a quei giorni.

“Ci allenavamo otto ore al giorno: ho perso sette chili durante il programma. – ha raccontato – Ricordo che, due sere prima della finale, avevamo provato tutto il giorno fino a quando, con Giovanni, non mi è venuta voglia di un arancino e una birra: non l’avessi mai fatto. Sono stata male tutta la notte e il giorno dopo, quando Milly mi ha vista bianca come un lenzuolo alla prova generale, mi ha detto di tornare a casa, di riposarmi e di non preoccuparmi: avrei provato il giorno stesso della finale con calma. Così ho dormito 18 ore e ho affrontato la finale molto riposata e completamente digiuna”.

” Ballando è un’avventura infinita verso sé stessi: non è solo una gara di ballo. – ha spiegato Guaccero – Mi ha aiutato tantissimo a raccontarmi e non avere paura di dire per la prima volta che ho sofferto di attacchi di panico, una cosa che non avevo mai condiviso perché mi ha sempre fatto sentire diversa. Vedevo tutti gli altri belli, scintillanti e vincenti mentre io, che ho sempre fatto fatica a chiedere aiuto, mi sentivo sbagliata“.

Durante il programma Guaccero ha anche raccontato alcuni momenti difficili della sua vita, come gli attacchi di panico: “Raccontare quella tragedia mi ha portato ancora di più l’affetto delle persone: per anni sono rimasta chiusa in casa perché anche le cose più semplici, come andare a scuola e uscire la sera con gli amici, mi pesavano tantissimo. Appena mettevo il piede fuori, temevo di stare male”.

“Non avrei mai pensato che, raccontandolo, le persone mi ringraziassero per le mie parole perché – ha concluso – si sono riconosciute anche loro in quel tipo di problema: è come se mi avessero un po’ alleggerito il cuore. Questa condivisione ci ha reso più forti. L’arte mi ha insegnato, prima di tutto, ad accettarmi per quella che sono e a volermi bene. Se incontrate persone che si credono perfette, allontanatele: sono le peggiori”.

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