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“Un produttore si lamentava per come cantavo. Finì a sediate in testa. Sono stato licenziato da un hotel per i capelli troppo lunghi”: parla Riccardo Cocciante

Le storie inedite dell'artista: licenziato da un hotel per i capelli e il burrascoso rapporto con la RCA

di Redazione FqMagazine
“Un produttore si lamentava per come cantavo. Finì a sediate in testa. Sono stato licenziato da un hotel per i capelli troppo lunghi”: parla Riccardo Cocciante

Riccardo Cocciante è impegnato con il suo tour estivo in giro per l’Italia per celebrare non solo la sua carriera ricca di successi, ma anche per l’album “Ho vent’anni con te“, uscito a vent’anni appunto dall’ultima opera di inediti. Originario del Vietnam il grande artista si è ritrovato in Italia, precisamente a Roma all’età di 11 anni.

“Rispetto a Saigon, Roma mi sembrava grigia. Da noi tutto era diverso. – ha detto a La Stampa – Quando nei cortili i miei compagni mi lanciavano la palla con i piedi, me ne restavo lì a fissarla imbambolato. Da noi il calcio non esisteva. A casa si parlava il francese di mamma, qui non capivo nulla. Per impararlo, guardavo in tv tutte le trasmissioni che potevo. Quelle musicali mi aiutarono a comprendere cos’erano la canzone italiana e quella napoletana”.

Poi i primi lavoretti: “Ero già appassionato di musica, suonavo con gli amici, ma mio padre mi mandò a lavorare. Frequentai una scuola alberghiera, seguita da due stagioni di prova, a Rimini e in Svizzera. Infine mi assunsero come segretario al Savoia di Roma. Era uno spettacolo, con caroselli di auto lussuosissime, vip, attori e intellettuali. Si respirava un’energia unica. Bisogna averlo vissuto, quel periodo, per rendersi conto della differenza rispetto a oggi. Poi il direttore che mi chiamò e mi disse: ‘Cocciante, lei è bravo ma non può tenere i capelli così lunghi in un ambiente come il nostro’“.

Nel mondo discografico è noto il rapporto burrascoso e artistico che ha caratterizzato Cocciante e la major RCA: “Quando vennero ad ascoltarci e mi arruolarono. Incisi una lacca, ma al momento di stamparla mi restituirono il contratto. Mi dissero solo: ‘Non ci interessi più’. Il mio album d’esordio, Mu, uscì con la Delta Italiana. Si rifecero vivi per pubblicarmi il secondo, Poesia. Il produttore passò tutte le registrazioni a lamentarsi di come cantavo, a dirmi come avrei dovuto fare. Finì a sediate in testa”.

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