Debuttare a teatro a 46 anni, si può. Lo dimostra Cristiana Capotondi alle prese con la piece “L’attrice”. Lo spettacolo racconta la storia di Angelica Pavan, figlia di una famiglia di guitti, nata durante le invasioni napoleoniche e destinata a diventare una celebre attrice. Una vicenda romanzata, ma basata su eventi storici reali. Nata in una stalla veneta, Angelica diventa una diva del teatro ottocentesco, e la sua storia personale attraversa, in otto quadri, gli anni della nascita dell’Italia unita.
Il risultato, come recita la sinossi ufficiale, è “una rocambolesca corsa tra commedia e tragedia, in cui realtà e palcoscenico finiscono per confondersi, un omaggio al teatro che va, nelle parole dello stesso Battiato, dalla Commedia dell’Arte a Shakespeare”. Capotondi, che nello spettacolo è affiancata da Marco Quaglia e Anna Zaneva, ci arriva dopo aver già inaugurato il lavoro a Castiglion Fiorentino lo scorso 14 luglio.
“Ci sono arrivata tardi, con un po’ di rammarico, ma mi gratifica molto- racconta a Sette de Il Corriere della Sera – Mi piace tutto: il momento dello spettacolo, la tournée, il gruppo di lavoro, gli spostamenti. Pensare che prima mi spaventavano”.
Il problema, spiega, era la vita notturna che il palcoscenico impone: “Sono un animale diurno, detesto le notti. L’idea di cenare a mezzanotte mi atterriva, e invece ho trovato un mio equilibrio: mangio alle 18.30 con i tecnici, mi godo lo spettacolo fino all’ultimo secondo e alla fine ho un’adrenalina buona che mi fa dormire molto bene”.
E aggiunge: “La mia prima esperienza è stata con il monologo, ne ‘L’attrice’ ho meravigliosi colleghi, Marco Quaglia e Anna Zaneva, e questo renderà tutto ancora più bello. Il teatro mi ha dato nuova sicurezza nei ruoli al cinema o in tv”.