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“Posso stare antipatica, ma su giornali e tv non si parla delle proprie antipatie. Anch’io mi sto antipatica delle volte”: Valeria Bruni Tedeschi replica a Micaela Ramazzotti

Valeria Bruni Tedeschi risponde a Micaela Ramazzotti dopo le parole a Belve: "Non è molto grave, glielo chiederò se la incontrerò"

di Redazione FqMagazine
“Posso stare antipatica, ma su giornali e tv non si parla delle proprie antipatie. Anch’io mi sto antipatica delle volte”: Valeria Bruni Tedeschi replica a Micaela Ramazzotti

“Posso stare antipatica, ma su giornali e tv non si parla delle proprie antipatie”. Noblesse oblige. Valeria Bruni Tedeschi risponde così a Micaela Ramazzotti che a Belve aveva spiegato che non erano rimaste amiche perché “lei è nata ricca”. Le due, compagne vincenti di set di La pazza gioia, non se le sono mandate di certo a dire. In un’intervista rilasciata al settimanale F, la Bruni Tedeschi ha così rispedito alla mittente con il suo solito fare un po’ folle e tranchant. “Non saprei cosa dire. Non è molto grave. Con tutto quello che succede oggi. Sinceramente capisco che io possa stare antipatica o che si possa avere qualcosa contro di me. Anch’io mi sto antipatica delle volte”, ha spiegato l’attrice. “I giornali e le tv non sono posti per parlare delle proprie antipatie, è una mia regola. Sicuramente avrò fatto qualcosa a Micaela per farle dire certe cose, non so. Glielo chiederò se la incontrerò. Oppure no. Non è tanto importante”.

Bruni Tedeschi ha raccontato ad F anche dei suoi rapporti con gli uomini sostenendo che sua madre “è stata sposata con un uomo molto più vecchio di lei e poi ha avuto una figlia con un uomo molto più giovane”. “Sono cresciuta con l’esempio di una donna libera rispetto all’età – ha continuato – Io stessa non ho molto senso dell’età: un giorno mi sento vent’anni, un altro cento. Non penso mai agli anni della persona con cui sto”. Valeria ha poi ricordato che alla sorella Carla la lega, nonostante i litigi come capita tra fratelli e sorelle, “la tenerezza”. “Fino a 40 anni avevo solo la nazionalità italiana. Ho preso quella francese per poter adottare mio figlio da sola (Noè, adottato a 7 mesi nel 2104; la figlia Oumy, 18, era stata invece adottata con l’attore Louis Garrel, ndr)”, ha chiosato. “Penso che l’Italia in questo sia il Medioevo. Ricordo quando si parlava di Dalila Di Lazzaro che aveva perso suo figlio e voleva adottare, e non poteva perché era sola”.

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