Luci a San Siro non ne accenderanno più - 4/4
Percezione troppo cinica e disfattista? Spostiamoci di poche centinaia di metri da San Siro per un’altra triste conferma. Pensiamo al Lido, per decenni il rifugio estivo dei milanesi. Oggi resta un cancello chiuso, un lucchetto e un cantiere che sembra destinato a restituire l’ennesimo spazio pubblico all’ennesima operazione privata. E nel frattempo, durante una delle estati più torride della storia, un milione e mezzo di cittadini si contendono un posto nelle appena tre piscine comunali rimaste operative. Che cosa c’entra tutto questo con la musica? Più di quanto sembri. Perché, in fondo, stiamo parlando della stessa idea di città. Di una città che sembra rinunciare progressivamente agli spazi della condivisione, della passione collettiva, dello svago accessibile. Che sia un concerto o una piscina cambia poco. E così mentre Milano continua a raccontarsi, Roma va a prendersi uno scettro che la sua eterna rivale pare proprio aver scelto di posare. Dal record di Ultimo al Giubileo di Vasco, la capitale si sfrega le mani e la “regina che fu” se ne sta a guardare le sue macerie fumanti, sorridendo sorniona di quel deserto che qualcuno chiama pace e prosperità.