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“Ho preso Pappalardo a cinghiate e facevo l’elegantona con i vestiti smessi di Ornella Vanoni. Ho paura di morire, mi dispiace togliermi dalle balle”: così Mara Maionchi

La signora della discografia italiana si racconta in un'intervista a “La Stampa”, dagli aneddoti professionali con i più grandi artisti al legame con il marito Alberto Salerno: “Lo chiamo sempre per cognome, non siamo mica parenti”

di Emanuele Corbo
“Ho preso Pappalardo a cinghiate e facevo l’elegantona con i vestiti smessi di Ornella Vanoni. Ho paura di morire, mi dispiace togliermi dalle balle”: così Mara Maionchi

“Gianna Nannini un giorno mi fece così arrabbiare che detti una pacca sulla scrivania di vetro che si incrinò immediatamente (me la sostituirono perché era pericoloso). Con Lucio Battisti andammo al supermercato e una ragazza gli disse ‘scusa sei Lucio Battisti’ e lui ‘Magari!’. Quella di Adriano Pappalardo che ho preso a cinghiate ormai è storia, mi aveva davvero fatto girare le balle…”. Quando a Mara Maionchi si chiedono anedotti sulla sua attività da discografica, l’elenco potrebbe proseguire all’infinito. D’altronde ha lavorato con i più grandi. E pensare che per lei tutto ebbe inizio rispondendo a un annuncio pubblicato sul “Corriere della Sera”. Fu così che una giovane Maionchi si ritrovò a fare da ufficio stampa a Mino Reitano e Ornella Vanoni. A un’intervista per “La Stampa” affida il ricordo dell’artista milanese, scomparsa lo scorso 21 novembre. “Era intelligente, colta, divertente. Non solo. Molto capace e sensibile”. E ammette: “Il periodo in cui ho lavorato con lei è stato il momento più chic della mia vita. Spesso le regalavano i vestiti perché era una star, li metteva una o due volte poi me li dava e io facevo l’elegantona”.

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