La macchina della censura e l'imbarazzo per la sicurezza di Pechino - 4/4
L’impatto è avvenuto ad appena otto chilometri di distanza dal blindatissimo complesso di Zhongnanhai, il quartier generale del Partito Comunista Cinese dove risiede il leader Xi Jinping. Un’area protetta da una no-fly zone permanente di 100 chilometri quadrati. “Il fatto che un aereo leggero sia stato in grado di sorvolare gran parte della città arrivando così vicino al centro del potere politico rappresenta un grave errore di sicurezza e un forte imbarazzo politico“, ha commentato Raymond Kuo, vicepresidente della ricerca al Chicago Council of Global Affairs. Sulla stessa linea Keith Tonkin, amministratore delegato di Aviation Projects: “L’incidente mette in luce evidenti lacune nella capacità delle autorità aeronautiche e della difesa di prevenire un simile evento”.
Nelle ore successive allo schianto, la macchina della censura di Pechino si è attivata con insolita capillarità. Oltre alla rimozione immediata dei video e delle foto dell’impatto, le piattaforme social come Weibo hanno oscurato persino i meme e le normali immagini turistiche della CITIC Tower, tradizionalmente considerata dai giovani un portafortuna urbano. Le ricerche online relative all’incidente producono oggi solo post non correlati o messaggi scettici degli utenti, a testimonianza del blocco totale imposto dalle autorità per preservare la narrativa della stabilità nazionale.