“Wonderwall può essere qualunque cosa” - 4/5
E pensare che Wonderwall non doveva neanche chiamarsi così. Il titolo originale era “Wishing Stone”. Ma Noel, appassionato di dischi e attratto dal primo album solista del Beatle George Harrison, “Wonderwall music”, cambiò in corsa con un’intuizione che, con il senno di poi, si è rivelata geniale. All’epoca dell’uscita, il maggiore dei Gallagher aveva raccontato alla rivista Uncut che il singolo fosse una lettera d’amore per l’allora moglie Meg Mathews. Poi, in un’intervista a Q Magazine, l’aveva trasformata in musica che parlava di “un amico immaginario che sta per venire a salvarti da te stesso”. La forza della canzone, forse, è che quel muro del desiderio può essere qualunque cosa. “Se penso che sia Jude Bellingham o se penso che sia l’Inghilterra che vince, può essere quello. Oppure la mia ragazza o qualsiasi altra cosa”, ha chiarito il conduttore Harrison.