“A volte mi piace semplicemente nascondermi nell’ombra. Creare una nuova personalità, un’identità diversa. Posso essere chiunque io voglia essere”. Sono le parole di Madonna nel presentare “Confessions II”, che arriva proprio oggi 3 luglio a vent’anni dall’iconico “Confessions on a Dance Floor”. Diciamolo subito L’artista plana sul sicuro grazie anche al produttore Stuart Price che crea una onda lunga che parte in up e chiude con le atmosfere rarefatte del club. Un ascolto ipnotizzante. Ma lo streaming la premierà? Chissà. Di certo cresce l’attesa per il tour mondiale, che si preannuncia già sold out in pochissimi minuti. E poco importa delle vendite del disco, fino ad un certo punto. Occhi puntati su San Siro di Milano nell’estate 2027.
Ma “Confessions II” rimane l’erede di “Confessions on a Dance Floor”. È un buon disco che si avvicina alle vette inarrivabili del predecessore. E non è un male. Da un lato “School” e “Love Without Words” tra i brani più sperimentali, “Danceteria” invece è il manifesto dell’album perché racconta molto di Madonna e di quella ragazzina che strappò il primo contrattino discografico con “Everybody”. Anno 1982. Un brano adatto per il lancio del progetto, ma si è virato sul duetto con Sabrina Carpenter “Bring Your Love”, meno incisivo.
Tra le collaborazioni spiccano anche “Bizarre” con Martinx Garrix, “My Sins Are My Saviour” con Stromae mentre l’adorata figlia Lourdes Maria compare in “The Test”.
Commozione per “Fragile”, dedicata al fratello Christopher (morto a causa di un cancro. Si è spento all’età di 63 anni), un ritratto dell’infanzia, dell’allontanamento e della riconciliazione, fino a un augurio speciale: “Spero che tu abbia trovato un posto migliore”.