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“Mezzo litro d’acqua a 2,90 euro negli aeroporti e in autostrada, prezzi indecenti e indegni di un paese civile”: la rabbia di Matteo Bassetti

L'infettivologo denuncia i rincari record negli scali aeroportuali e sulle autostrade, dove una bottiglietta d'acqua arriva a costare più di una bibita gassata. La proposta: "Serve una legge per imporre un prezzo politico massimo di un euro". Il dibattito divide i social

di Redazione FqMagazine

Pagare mezzo litro d’acqua minerale naturale 2,90 euro, una cifra che supera di fatto il costo di una lattina di aranciata o di cola. È l’amara constatazione che attende migliaia di viaggiatori in transito nelle infrastrutture italiane e che ha scatenato la dura reazione di Matteo Bassetti. Uscito dallo scalo aeroportuale di Milano Malpensa, il primario della Clinica Malattie Infettive dell’Ircss Ospedale Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario all’Università del capoluogo ligure, ha affidato ai social un duro atto d’accusa contro le politiche di prezzo applicate nei luoghi di grande transito.

L’attacco: “Prezzi indegni, peggio dell’America di 30 anni fa”

La polemica sollevata dal divulgatore scientifico non si limita a una semplice lamentela per il rincaro, ma inquadra il problema da una prospettiva sanitaria e di civiltà. “Sono appena uscito dall’aeroporto di Malpensa. Non è possibile che negli aeroporti e sulle autostrade l’acqua costi – mezzo litro – 2,90 euro. Quando l’acqua costa di più dell’aranciata e della coca-cola vuol dire che siamo all’inizio della inciviltà di un Paese. Questo è un Paese che sta diventando profondamente incivile”.
Il paragone tracciato dall’infettivologo guarda oltreoceano, richiamando un modello di consumo storicamente criticato per i suoi effetti negativi sulla salute pubblica: “Siamo diventati come l’America di trent’anni fa quando comprare coca costava un dollaro e una bottiglia di acqua costava un dollaro e mezzo. Negli aeroporti e nelle autostrade i prezzi sono indecenti e indegni di un paese civile“.

La proposta di legge: un “prezzo politico” per la salute pubblica

Per arginare quello che definisce un paradosso commerciale, Bassetti avanza una soluzione normativa radicale, trasformando l’accesso all’acqua in una questione di salute pubblica preventiva. L’obiettivo è scoraggiare il consumo di bevande zuccherate, spesso preferite dai viaggiatori unicamente per ragioni di convenienza economica. “L’acqua deve avere un prezzo politico, l’acqua non può costare più di un euro per mezzo litro ovunque si sia. Bisognerebbe su questo fare una legge perché è l’unico modo per difendersi dagli zuccheri, per difenderci dai problemi e per la salute di tutti”.

La reazione del pubblico

Le parole del professore hanno generato un’immediata ondata di reazioni, accendendo un dibattito polarizzato. Da un lato, in moltissimi si sono schierati a favore delle posizioni di Bassetti. Specialmente durante la stagione estiva, un’ampia fetta di utenti ritiene che l’idratazione debba essere considerata un vero e proprio “presidio sanitario”, chiedendo l’installazione massiccia di fontanelle gratuite a bordo di treni, negli aeroporti e nelle stazioni.

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