“Sono orgogliosa di essere una donna nera: americana, ma figlia di immigrati. Però non voglio che mi scelgano per il colore della pelle”. Parola di Zoe Saldana, la Neytiri principessa Na’vi di “Avatar”, il blockbuster del 2009 di James Cameron. Un film che, con le isole fluttuanti del regno di Pandora, è rimasto indimenticato per molti. “James è illuminante, stimolante. Avatar è il suo contributo per migliorare il Pianeta”, ha dichiarato a Il Corriere della Sera.
L’attrice, di origine portoricana-dominicana, è stata premiata con il Pardo speciale alla carriera al Locarno Film Festival, dove è apparsa insieme al regista e produttore Marco Perego, con cui è sposata dal 2013. Saldana ha parlato di come gli immigrati vengono percepiti negli Usa e del tema dei diritti: “Mi ha sempre colpito il modo disumano con cui gli stranieri venivano trattati. Io sono figlia di immigrati. Mio marito è un immigrato europeo. Il problema ci tocca profondamente. Spero che i miei figli vivranno in un mondo diverso, senza zone grigie”, ha affermato. E sulle donne: “Hanno bisogno di più opportunità”.
Nel 2025, Saldana ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per “Emilia Perez“, ma la sua carriera sul grande schermo è cominciata due decenni abbondanti fa. “Penso di avere abbastanza esperienza per interpretare anche super donne”, ha spiegato. Ora, il suo sogno è andare dietro la macchina da presa: “Ho già scelto la storia: parla di una coppia afroamericana del Dopoguerra, con una “lei” che ignora se il marito è gay o eterosessuale”.
Sugli inizi nel mondo del cinema, invece, ha voluto specificare: “Dicevano che avessi i piedi sbagliati. In realtà è una questione di arco plantare. Bisogna creare un ponte che regga il movimento. La danza disciplina la mente e il corpo. Tutto ruota intorno ai piedi. Con la danza comunicavo quello che a parole non riuscivo a esprimere”. Poi ha rivelato: “Fino a trent’anni, ho vissuto come un fallimento il fatto di avere smesso”.