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“Sarah Ferguson è andata a visitare Epstein due volte mentre era in stato di arresto con l’accusa di adescamento e sfruttamento della prostituzione”: l’indiscrezione

L’ultima ondata di rivelazioni è arrivata grazie al Telegraph che avrebbe trovato le prove delle due visite che l’ex moglie di Andrea Mountbatten-Windsor avrebbe fatto al pedofilo e faccendiere americano

di Antonella Zangaro
“Sarah Ferguson è andata a visitare Epstein due volte mentre era in stato di arresto con l’accusa di adescamento e sfruttamento della prostituzione”: l’indiscrezione

Sarah Ferguson sta facendo di tutto per fare perdere le sue tracce, ma i rigurgiti del suo passato con Jeffrey Epstein, che le sono costati la faccia ed il titolo di duchessa, tornano costantemente a galla. Impietosi. L’ultima ondata di rivelazioni è arrivata grazie al Telegraph che avrebbe trovato le prove delle due visite che l’ex moglie di Andrea Mountbatten-Windsor avrebbe fatto al pedofilo e faccendiere americano, quando lui era in stato di arresto con l’accusa di adescamento e sfruttamento della prostituzione.

Nel 2008, Jeffrey Epstein venne condannato a 18 mesi, scontandone solo 13 e ottenendo anche la “flessibilità” necessaria per raggiungere il suo luogo di lavoro a Palm Beach. Ed è proprio nell’ufficio fittizio della Florida Science Foundation, che Sarah Ferguson lo avrebbe incontrato, mentre altre donne hanno denunciato le violenze e gli abusi subiti proprio lì, al 250 di South Australian Avenue.
Nelle 12 ore al giorno di “libertà vigilata” concesse, Epstein, secondo le accuse, continuava a reclutare giovani come Roza che, stando a quanto ricordato dal quotidiano britannico, lo scorso maggio ha raccontato davanti al Congresso di aver ricevuto un’offerta di lavoro nella fondazione tra il giugno del 2008 e il luglio 2009, mentre l’uomo stava scontando la sua condanna e che in quella circostanza lui l’avrebbe anche violentata. Mentre si trovava al quattordicesimo piano di quel palazzo di vetro a West Palm Beach, Epstein avrebbe anche ricevuto due telefonate da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore del Regno Unito a Washington, che è costato la poltrona al primo ministro uscente Keir Starmer.

Il politico laburista avrebbe contattato Epstein durante il suo arresto e lo avrebbe anche video chiamato mentre si trovava ospite della casa del faccendiere a New York.

La ex duchessa di York, invece, lo avrebbe visitato di persona come confermato dalle e-mail inviate in aprile e a maggio del 2009.
“Posso fermarmi per una tazza di te veloce?”, la richiesta lanciata a solo nove mesi dalla condanna ricevuta dal “mio caro, spettacolare e speciale amico Jeffrey”, così come lo definiva nelle sue missive colei che si firmava “Sarah, la Testa Rossa”.

L’incontro si fece, e Fergie ricevette tutte le indicazioni per raggiungerlo nell’ufficio che si trovava a soli “dieci minuti dall’aeroporto”.
Un appuntamento di lavoro, l’ennesima richiesta di aiuto che l’ex cognata del re britannico rivolgeva al suo “amico supremo”. Jeffrey, solerte e sempre disponibile con gli aristocratici, due giorni dopo l’incontro recapitò a Fergie un messaggio di conforto, confermando di avere letto “tutto quello che mi hai dato” e che lei “stava benissimo”, quando si erano visti.

La richiesta della duchessa era relativa ad una associazione, la “Mother’s Army” che lei stava cercando di creare organizzando una rete online globale per le donne, ispirandosi in qualche modo ai centri comunitari britannici dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale che distribuivano beni di prima necessità a chi ne aveva bisogno.

Il marchio puntava a generare ricavi attraverso programmi televisivi per bambini, libri e gettoni per la partecipazione ad eventi pubblici; Epstein avrebbe detenuto una quota del 51% concedendo a Sarah Ferguson uno stipendio di 250.000 dollari.
Un’opportunità ghiotta per “la Rossa” che rispose a quel messaggio che la rassicurava dell’interesse di Epstein scrivendogli: “Mio caro spettacolare e speciale amico Jeffrey. Tu sei una leggenda, e io sono così fiera di te. Grazie che ti prendi così cura di me”.
Di lì a un mese, il 5 maggio, Sarah Ferguson chiamò nuovamente Epstein per organizzare una seconda visita nel suo ufficio avvenuta il 13. Nella e-mail della notte precedente, Fergie spiegava che sarebbe andata a Palm Beach a trovarlo, aggiungendo dettagli sul suo volo: “Atterro alle 9.30 di mercoledì” e chiedendo supporto logistico: “Può il tuo fantastico Yanoush venirmi a prendere all’aeroporto, portarmi da te, Il Grandioso!! E poi accompagnarmi a Miami!??? Per favore con delle rose. Con amore. Io”.

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