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Villa Certosa venduta alla famiglia reale del Qatar Al Thani: assegno da 350 milioni di euro per la famiglia Berlusconi. I dettagli dell’affare immobiliare in Costa Smeralda

Fininvest accetta l'offerta vincolante della famiglia Al Thani, chiudendo la transazione in tempo per la stagione estiva. Uno sconto di 150 milioni sulle richieste iniziali degli eredi per liberarsi dell'immenso buen retiro sardo

di Redazione FqMagazine
Villa Certosa venduta alla famiglia reale del Qatar Al Thani: assegno da 350 milioni di euro per la famiglia Berlusconi. I dettagli dell’affare immobiliare in Costa Smeralda

Giusto in tempo per l’apertura della stagione estiva, si chiude l’affare immobiliare che segna lo smantellamento definitivo dell’epopea berlusconiana in Costa Smeralda. Dopo dodici mesi esatti di speculazioni, smentite e presunti interessamenti da parte di sultani assortiti e catene alberghiere, gli eredi di Silvio Berlusconi hanno deciso di passare all’incasso. L’Immobiliare Idra, la società del gruppo Fininvest che detiene il patrimonio immobiliare di famiglia, ha ufficialmente accettato un’offerta vincolante per la cessione di Villa Certosa, la mastodontica tenuta di Punta Lada, a Porto Rotondo. A staccare l’assegno non è un acquirente misterioso, ma la famiglia Al Thani, la dinastia che governa il Qatar da oltre un secolo e mezzo e che da tempo sta metodicamente comprando pezzi di Gallura, dalla Costa Smeralda fino all’ex San Raffaele, oggi Mater Olbia Hospital.

La svendita lussemburghese

L’esigenza di fare cassa da parte degli eredi ha portato a un drastico ridimensionamento delle pretese iniziali. All’indomani della morte del fondatore di Forza Italia, il 12 giugno 2023, la cifra fatta filtrare sul mercato per la cessione del complesso era di 500 milioni di euro. Le indiscrezioni odierne confermano invece che la trattativa, ormai alle battute finali, si chiuderà per circa 350 milioni. L’operazione, come da prassi per le grandi manovre finanziarie mediorientali, non avviene in modo diretto. Il veicolo utilizzato è la Constellation Hotels Holding Ltd Sca, una società di investimenti con base nel paradiso fiscale del Lussemburgo. Si tratta del braccio immobiliare globale riconducibile agli interessi dello sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, già controverso primo ministro e ministro degli Esteri dell’emirato tra il 2007 e il 2013.

Le grottesche esagerazioni di Punta Lada

I reali del Qatar si mettono in casa una proprietà le cui caratteristiche rasentano il grottesco. Villa Certosa è, nei numeri e nei fatti, un trionfo dell’eccesso: con i suoi 580.477 metri quadrati di estensione (pari a 83 campi da calcio) è più estesa dello Stato del Vaticano. L’impronta lasciata dal Cavaliere, che la acquistò negli anni Ottanta rinominandola dopo aver cancellato l’originario e sobrio nome di “Villa Monastero”, l’ha trasformata in un parco giochi per miliardari. Oggi il perimetro coperto sfiora i 4.500 metri quadrati, comprensivi di una villa centrale da 14 camere da letto, sette ville più “modeste” per gli ospiti e svariati cottage. L’elenco delle pertinenze è un catalogo di sfarzo: sette piscine, un’area per la talassoterapia, campi da golf e da calcio, giostre per bambini, un orto medicinale, un anfiteatro, la finta grotta di Nettuno e, per non farsi mancare nulla, un finto vulcano artificiale e un bunker atomico sotterraneo. Nel corso degli anni, per garantire l’isolamento della struttura, Berlusconi aveva annesso anche i terreni confinanti, tra cui, per un paradosso della storia, le ville appartenute ad Adelina Tattilo e Saro Balsamo, editori di riviste pornografiche degli anni Settanta come Playmen e Le Ore.

La sede della politica e degli scandali

Per almeno un ventennio, il finto vulcano sardo è stato ben più di una semplice casa vacanze. Tra il 2001 e il 2011, la tenuta ha funzionato come sede balneare e ufficiosa della politica estera dei governi Berlusconi. Qui, tra macchine da golf ed elicotteri, sono sfilati George W. Bush, Tony Blair, Vladimir Putin e José Luis Rodríguez Zapatero. Un ruolo formalizzato nel 2004 da un decreto governativo, firmato dallo stesso Berlusconi, che elevò la villa privata a “sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del Presidente del Consiglio”. Tuttavia, la “Versailles di Porto Rotondo” verrà ricordata più per le cronache mondane e giudiziarie che per la geopolitica. Quelle stesse mura di massima sicurezza divennero il set dei famigerati scatti del fotoreporter Antonello Zappadu, le cui immagini fecero il giro della stampa internazionale, smascherando il reale utilizzo del buen retiro: ragazze, feste e l’allora primo ministro della Repubblica Ceca, Mirek Topolánek, immortalato completamente nudo a bordo piscina. Ora, quell’ingombrante mausoleo di potere e imbarazzi passa di mano, diventando l’ennesimo trofeo immobiliare qatariota in terra sarda.

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