Il gran signore della televisione italiana, Renzo Arbore, spegne le sue prime 89 candeline proprio oggi 24 giugno: “Vivo i compleanni con più serenità, persino saggezza, 89 non sono 90, come se ti concedessero di giocare ancora i supplementari”. È il commento rilasciata a Il Corriere della Sera.
“Il regalo che mi aspetto più di ogni altro è sempre lo stesso, – ha poi continuato – che intorno a me ci siano gli amici e gli affetti rimasti. Tanti non ci sono più, ho subito perdite molto importanti. Ma quelli che sono rimasti, in un modo o nell’altro, ho bisogno di sentirli intorno. Dev’essere l’età, ma la cosa che temo di più è la solitudine“.
Guardandosi indietro si commuove per la morte di una sua grande amica, compagna e artista: “Quella di Mariangela Melato (si è spenta l’11 gennaio 2013 all’età di 71 anni per un tumore al pancreas, ndr). È stata terribile, atroce. Ho lottato con tutte le mie forze per impedirlo. La sua è stata una perdita ingiusta, mi creda… Ingiusta”.
Il commento sulla tv di oggi è dritto e senza sconti: “No, non mi diverte. Guardo la tv adatta alla mia età: politica, servizi culturali, documentari. Guardavo il programma di Bollani Via dei Matti numero 0 e poi Rai Storia o Rai 5″.
Il difetto maggiore della tv di oggi è “aver confuso l’ascolto col gradimento ha fatto danni evidentissimi. Oggi si fa hard tv, un prodotto destinato al consumo”.
A 89 anni i progetti non mancano. In serbo c’è un programma su Rai Tre con Gegè Telesforo, ma mette le mani avanti “il titolo non c’è ancora”.