Atlantico e Mediterraneo: i legami invisibili del mare - 3/3
Riccardo Martellucci, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, ha evidenziato come dietro un evento apparentemente locale si nascondano meccanismi molto più complessi: “Uno degli aspetti più interessanti dello studio è che collega un evento biologico apparentemente locale a processi fisici che operano su scale molto più ampie. Dalla fase negativa della North Atlantic Oscillation fino alle anomalie regionali dei venti e della circolazione superficiale, emerge come fenomeni atmosferici e oceanografici possano influenzare direttamente la distribuzione degli organismi marini”, afferma al Corriere della Sera.
Secondo il ricercatore, la presenza della caravella portoghese rappresenta anche un indicatore naturale dei collegamenti tra Atlantico e Mediterraneo: “L’arrivo di Physalia physalis sulle coste italiane non rappresenta soltanto un’osservazione naturalistica di grande interesse, ma costituisce anche un indicatore della connettività tra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo. Questi organismi diventano veri e propri traccianti naturali dei processi di trasporto superficiale. Alla luce delle evidenze raccolte, si può inoltre ipotizzare che l’intensa attività ciclonica che ha interessato il Mediterraneo occidentale e centrale nel gennaio 2026, incluso il ciclone Harry, abbia temporaneamente rafforzato le condizioni di vento e circolazione superficiale favorevoli al trasporto della caravella portoghese verso le coste italiane”.