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La caravella portoghese con suoi tentacoli altamente urticanti è tornata nel Mediterraneo: ecco cosa succede

Dalla circolazione delle acque atlantiche ai litorali italiani: la ricerca coordinata dall’Università di Catania analizza le cause del ritorno della caravella portoghese

di Redazione FqMagazine
La caravella portoghese con suoi tentacoli altamente urticanti è tornata nel Mediterraneo: ecco cosa succede

La caravella portoghese torna a farsi vedere nel Mediterraneo centrale e gli esperti invitano a non sottovalutare il fenomeno. A fare il punto sulla presenza di questo organismo marino, noto per i suoi tentacoli altamente urticanti, è uno studio coordinato dall’Università di Catania e realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. I risultati della ricerca, anticipati al Corriere della Sera, aiutano a comprendere come e perché la specie sia comparsa nuovamente lungo diverse coste del Mediterraneo. La Physalia physalis, comunemente nota come caravella portoghese, è stata osservata tra febbraio e marzo 2026 in diverse aree del Mediterraneo centrale, tra Sicilia, Calabria, Sardegna e Malta. Per ricostruire il fenomeno, i ricercatori hanno incrociato segnalazioni raccolte sul territorio, fotografie, dati provenienti da piattaforme di citizen science, social network, satelliti e modelli oceanografici.

Secondo gli autori dello studio, non si tratta di una colonizzazione stabile del Mediterraneo, bensì della conseguenza di particolari condizioni atmosferiche e marine che hanno favorito il trasporto degli organismi dall’Oceano Atlantico verso le nostre coste. A chiarirlo è Francesco Tiralongo, ittiologo dell’Università di Catania e coordinatore della ricerca. Come riportato dal Corriere della Sera, l’esperto spiega che “la presenza della caravella portoghese nel Mediterraneo non significa che la specie si sia stabilita nel nostro mare o che sia diventata improvvisamente eccezionalmente abbondante. I nostri risultati indicano piuttosto un trasporto naturale favorito da particolari condizioni meteorologiche e oceanografiche”.

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