Cultura

“Michele Mari resta in gara. Si giudica il libro, non l’autore”: la decisione del Premio Strega dopo le offese a Murgia

La Fondazione Bellonci spiega le ragioni della permanenza nella sestina finale: "Frasi inopportune, abbiamo preso le distanze. Ma il regolamento è chiaro"

di Redazione FqMagazine

Michele Mari resta in gara al Premio Strega. Dopo il caso delle offese a Michela Murgia, l’autore del romanzo finalista “I convitati di pietra”, edito da Einaudi, non sarà escluso. La decisione è stata presa dalla Fondazione Bellonci, organizzatrice dell’evento: la sestina che si contenderà l’ambito premio letterario non sarà modificata. L’esclusione, viene spiegato, “non è consentita dal regolamento”.

“In primo luogo, perché la titolarità del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l’azienda Strega Alberti, appartiene ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l’opera vincitrice”, si premette. Dunque si passa al cuore della comunicazione: “E poi, cosa ancora più importante, perché il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l’autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara”, prosegue la nota.

“Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura. Abbiamo ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari e, dal momento che la polemica nasce da un episodio avvenuto durante una tappa di trasferimento del tour organizzato dalla Fondazione, abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciò non ha alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa”, conclude la Fondazione Bellonci.

La sestina finalista, che fino a pochi giorni fa sembrava avere equilibri più definiti, vede oggi la seguente classifica provvisoria: in testa c’è proprio Mari con 280 voti, seguito da Matteo Nucci con “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli) a 242. Al terzo posto Bianca Pitzorno con “La sonnambula” (Bompiani) a 195 voti, poi Teresa Ciabatti con “Donnaregina” (Mondadori) a 184, Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi) a 170 e infine Elena Rui con “Vedove di Camus” (L’orma) a 163. Ciabatti, legata da un rapporto personale con Murgia, avrebbe contestato immediatamente le affermazioni di Mari, il quale poi le avrebbe inviato un messaggio di scuse.

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