La denuncia: i figli non sono contenuti social - 2/3
Dietro la provocazione, spiega il dirigente, c’è una critica precisa alla cultura della condivisione dei risultati scolastici dei minori: “Con questo mio gesto volevo sottolineare che le pagelle non sono contenuti da pubblicare sui social, i figli hanno bisogno di sentirsi riconosciuti nella relazione educativa, non di essere esposti in una vetrina digitale. Nel farlo mi sono accorto ancora una volta di quanto i social siano assurdi: le persone commentano tutto senza sapere di cosa parlano. Se ci lamentiamo dei comportamenti digitali degli adolescenti, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che spesso il problema parte proprio dagli adulti”.
Il tema, per il preside, non riguarda solo la privacy ma anche il modo in cui la scuola viene raccontata online e interiorizzata dagli studenti: “Dietro ogni voto ci sono emozioni, fragilità, fatiche, successi e delusioni. Una pagella non è un trofeo da esibire né uno strumento per raccogliere like”.