Cultura

La “Tempesta Silenziosa” di Alessandro Baricco conquista Roma: lettura contemporanea di “Le notti bianche” di Fedor Dostoevsky

L’evento di lettura collettiva, ideato e organizzato dall’autore di "Novecento" la sera di mercoledì 17 giugno, è stato un successo enorme

di Davide Turrini
La “Tempesta Silenziosa” di Alessandro Baricco conquista Roma: lettura contemporanea di “Le notti bianche” di Fedor Dostoevsky

Ed è subito effetto Baricco-Dostoevsky. L’evento di lettura collettiva “La tempesta silenziosa”, ideato e organizzato dall’autore di Novecento la sera di mercoledì 17 giugno, è stato un successo enorme. Sono state diverse migliaia le persone accorse tra piazze, parchi e strade di Roma per leggere tutti insieme alla stessa ora lo stesso libro, “Le notti bianche” di Fedor Dostoevsky. Il primo di quello che potrebbe diventare un nuovo format di spettacolo pubblico, colto e allo stesso tempo popolare, si è svolto in sette luoghi eccezionali della capitale: lo Stadio Palatino, l’Ara Pacis, Villa Torlonia, il Mattatoio di Testaccio, il Teatro dell’Opera di Roma, piazza del Campidoglio e la Casa del Jazz, aggiunta all’ultimo istante per contenere l’esorbitante numero di richieste di partecipazione.

Era stato Baricco, non molto tempo fa, a lanciare il guanto letterario di sfida raccolto con non poca celerità dall’assessorato alla cultura del Comune di Roma. Il gong è suonato per i partecipanti lettori alle 20.47, l’ora esatta del tramonto del sole nella Capitale. A dare il via alla performance leggendo ad alta voce per poco più di cinque minuti il capolavoro dello scrittore russo è stato Alessandro Baricco, baschetto grigio e tshirt nera, che poi se n’è andato in silenzio lasciando spazio alla lettura proseguita in silenzio per circa un’ora, accompagnata da musica sinfonica di sottofondo. E così come inizia il romanzo dell’autore russo, con il protagonista che si addentra tra le strade di San Pietroburgo sotto un “cielo stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi”, ecco i romani immergersi magicamente in silenzio tra le pagine di “Le Notti Bianche”.

Probabile che molti lettori abbiano trovato la loro Nasten’ka su un Ponte Milvio qualsiasi appoggiata piangente a un parapetto, e che molti altri abbiano vissuto tutte le quattro notti, più un mattino, in quell’ “attimo di beatitudine” che affascina milioni di lettori, almeno da quando nel 1865 “Le notti bianche” è stato pubblicato in Russia (in Italia tradotto sono negli anni venti del Novecento). 25mila le copie stampate dalle Biblioteche di Roma e distribuite ai lettori. Baricco ha commentato parafrasando l’amato russo: “Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani”

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