Hai pagato per viaggiare in prima classe ma, all’ultimo momento, ti ritrovi seduto in economy. Fin qui nulla di nuovo: può succedere per un cambio di aeromobile, per un problema tecnico o per l’overbooking. La novità è che, secondo una politica recentemente aggiornata da American Airlines, il rimborso potrebbe essere molto inferiore alla differenza di prezzo tra il posto acquistato e quello effettivamente utilizzato. Una scelta che sta provocando polemiche negli Stati Uniti e che ha già dato origine a una segnalazione alle autorità federali.
A far discutere è una modifica alle condizioni di trasporto della compagnia. Secondo quanto riportato da diversi osservatori del settore e come racconta il New York Post, in caso di declassamento involontario da una classe superiore a una inferiore il rimborso verrebbe calcolato applicando una percentuale fissa pari al 40% della tariffa relativa alla tratta interessata.
Tradotto in pratica: un passeggero che ha acquistato un biglietto da oltre mille dollari per la prima classe e viene trasferito in economy potrebbe ricevere un rimborso molto inferiore alla reale differenza di prezzo tra le due cabine. È proprio questo il punto contestato da associazioni di consumatori ed esperti di aviazione.
Il problema è che le indicazioni del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti prevedono che, quando un viaggiatore viene spostato involontariamente in una classe inferiore ma decide comunque di partire, la compagnia debba restituire la differenza tra la tariffa originaria e quella della classe effettivamente utilizzata.
Per questo è stata presentata una denuncia formale alle autorità federali, con l’accusa che la nuova politica possa risultare in contrasto con le norme a tutela dei passeggeri. Al momento American Airlines non ha annunciato modifiche o passi indietro. La vicenda arriva in un periodo delicato per il settore aereo statunitense, alle prese con un numero crescente di contestazioni legate a rimborsi, cancellazioni e diritti dei viaggiatori. E rischia di alimentare ulteriormente la percezione, sempre più diffusa tra i clienti, che i servizi premium costino sempre di più offrendo in cambio sempre meno garanzie.