Un’auto nuziale avviata a spinta, lo sposo costretto a bere l’acqua direttamente dalla bottiglia, fiori non freschi e un’ospite in gravidanza finita in piscina a causa di una buca non segnalata. È la sintesi fattuale del matrimonio vissuto in Toscana da una coppia australiana, che ha portato il Tribunale di Grosseto a condannare la società organizzatrice a un risarcimento di circa 19 mila euro. La vicenda è stata portata alla luce e riportata dal Corriere della Sera.
L’organizzazione e il budget
Nell’estate del 2022, i due sposi australiani avevano scelto Monticchiello, borgo medievale nel comune di Pienza, in provincia di Siena, per celebrare le nozze e il successivo ricevimento. Non potendo seguire le fasi organizzative in presenza, la coppia si era affidata interamente a una società di Grosseto per la gestione di ogni dettaglio: location, catering, illuminazione, cartellonistica, bomboniere, noleggio auto e servizio fotografico con drone. Per l’intero pacchetto, gli sposi avevano versato oltre 25 mila euro.
I disservizi: dai fiori alla torta nuziale
Il giorno dell’evento si è trasformato in un susseguirsi di inefficienze, elencate in aula dai legali della coppia. Il libretto della liturgia presentava i nomi degli sposi sbagliati, mentre l’allestimento floreale, inclusi il bouquet e la coroncina, non era stato realizzato a regola d’arte e presentava fiori non freschi. L’auto noleggiata per l’evento non partiva ed è stata messa in moto a spinta in diverse occasioni. I disagi si sono moltiplicati durante l’aperitivo, dove si è registrata l’assenza del personale del catering e la totale mancanza di bicchieri nella zona beverage, “tanto che lo sposo aveva dovuto bere acqua direttamente dalla bottiglia”. Sono andati persi anche dei biscotti australiani consegnati dagli sposi per essere distribuiti, mentre la torta nuziale è risultata “sottodimensionata e molti ospiti non hanno potuto neanche assaggiarla”. I ritardi accumulati hanno inoltre impedito di fotografare e riprendere il momento dei balli.
L’incidente in piscina e la sentenza
Il resoconto processuale individua l’episodio più grave della serata in quello “rappresentato dalla caduta in piscina di una signora, amica degli sposi, incinta di sei mesi, e di altri invitati, per una intercapedine non segnalata, ma la donna incinta era stata costretta a recarsi al pronto soccorso più vicino, dato lo stato interessante”. Questo incidente ha costretto la coppia ad allontanarsi dal ricevimento per circa un’ora per accertarsi delle condizioni di salute dell’invitata. Una sequenza di eventi che, come riportato in riferimento alla nota legge di Murphy, ha dimostrato in aula che “se qualcosa può andare storto, lo farà”. Il giudice Silvia Leone del Tribunale di Grosseto, pur non accogliendo come risarcibili tutte le voci richieste, ha infine condannato la società grossetana a risarcire agli sposi circa 19 mila euro tra danni subiti e spese legali.