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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 9:01

Il video dell’intervento dell’attivista antimafia denunciato da Colosimo: “Il vostro è depistaggio istituzionale”

Le immagini dell'intervento di Jamil El Sadi durante la commemorazione del 19 luglio dello scorso anno in via D'Amelio
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L’intervento risale al 19 luglio 2025, durante la commemorazione organizzata dalle Agende rosse di Salvatore Borsellino. A parlare è Jamil El Sadi: 27enne, nato a Rimini da famiglia di origine palestinese, è un collaboratore del sito Antimafia2000, vive a Palermo ed è tra i fondatori di “Our Voice”, associazione antimafia composta soprattutto da studenti. Un intervento dal palco della commemorazione in via D’Amelio, ripreso e postato sul canale social dell’associazione, che ha provocato la reazione della presidente della Commissione parlamentare antimafia: Chiara Colosimo, infatti, lo ha denunciato per diffamazione.

Il giovane attivista – che si batte per la verità sulle stragi del 1992 e 1993 – dopo avere sottolineato che “sono 33 anni che ancora abbiamo mezza verità sulla strage con il vostro depistaggio istituzionale”, si rivolgeva direttamente ad alcuni dei politici che avevano partecipato alla fiaccolata delle associazioni di destra. “È emblematica la presenza di numerose istituzioni che purtroppo sono già andate via. Sarebbe stato un bellissimo invito, un’occasione persa per loro, a partire dalla presidentessa Chiara Colosimo, Arianna Meloni, l’onorevole Donzelli”. “Piuttosto che cercare la verità sulla strage voi pensate a delegittimare innanzitutto la magistratura, a colpire l’indipendenza della magistratura, a favorire i mafiosi, a favorire i corrotti e i corruttori e gli impresentabili in Parlamento e a delegittimare coloro che in Commissione sono esperti dell’antimafia”, aggiungeva. Come si vede nel video poi El Sadi si rivolgeva all’esponente FdI: “Presidente Colosimo, strage di Stato in via D’Amelio. L’agenda rossa non l’ha presa Riina. Presidentessa Colosimo, se ne faccia una ragione. Questa è una strage emblematica che certifica come Cosa Nostra e le organizzazioni criminali troppo spesso nel nostro paese sono state utilizzate da un sistema più alto, da quello che viene chiamato il Deep State, lo ‘stato profondo’”. Per questo intervento è indagato per diffamazione da parte della Procura di Roma.

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