“Esistono due tipologie di persone che lavorano in ambito familiare: quelle super viziate e coccolate e quelle schiavizzate. Io appartengo alla seconda”. Liala Antonino, la figlia di Licia Colò e del pittore e documentarista Alessandro Antonino, non ama essere etichettata come “figlia d’arte” e sta cercando di costruirsi la sua identità professionale. Ha lavorato come modella ma poi ha smesso (“ho capito che non stavo esprimendo il mio potenziale”), studia Comunicazione all’Università, ha appena partecipato a Bella Mà su Rai2 e sogna “un lavoro creativo che coinvolga la mia testa e che sia utile al mondo, nel campo dell’informazione”. Lo ha svelato in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale ha parlato del bullismo subito, dei viaggi con mamma Licia e di come Nicola Pietrangeli sia diventato un metro di paragone irraggiungibile.
LIALIA ANTONINO E IL BULLISMO SUBITO A SCUOLA
Tra i passaggi più inaspettati dell’intervista, c’è quello in cui Liala Antonino rivela di essere stata bullizzata a scuola. “Anche nel bullismo ci sono diverse gradazioni, non c’è solo chi tormenta o picchia un compagno. Nei miei confronti c’era l’esclusione”, spiega. Ma che cosa innescò il bullismo nei suoi confronti? “Perché ero la figlia di un personaggio, dicevano che avevamo gli schiavi in casa, neanche fossimo all’epoca di Bridgerton, che in quel caso, sì, forse avrei avuto la servitù. Crescendo ci si sono messi pure certi insegnanti: dicevano che non avevo mai preso una metro in vita mia”.
I VIAGGI CON MAMMA LICIA E IL RAPPORTO CON IL PADRE
Cresciuta negli studi televisivi (“il mio parco giochi”), Lialia ha impressi i viaggi fatti con mamma Licia (“mi rende orgogliosa il suo non essersi mai venduta e l’aver mantenuto i suoi ideali al fianco dell’ambiente e degli animali”) in giro per il mondo, in particolare uno in Tanzania fatto pochi anni fa. In quei momenti viene fuori tutta la loro complicità. Il primo viaggio in assoluto fatto assieme? “Non mi viene in mente. Ho più chiare le immagini di me e di lei che nuotiamo, sciamo, giochiamo a tennis. Gli sport fatti insieme”. Con il padre Alessandro invece lavora nella società di produzione di famiglia: “Dove serve, do una mano. E poi amo scrivere”, spiega, precisando di non essere la classica “figlia d’arte” viziata e inconcludente. Cosa vuole fare da grande? I suoi riferimenti sono mamma Licia e Oriana Fallaci e punta a fare intrattenimento: “Mi piace intervistare le persone, raccontare i luoghi, presentare eventi”.
PERCHÉ PIETRANGELI LE HA “ROVINATO LA VITA”
Non manca poi un passaggio su Nicola Pietrangeli, il leggendario tennista a lungo compagno della madre. “Nicola per me è un idolo. E dico sempre che mi ha rovinato la vita”, confessa Liala. “Perché conoscere un uomo così charmant, gentlemen, dalla battuta pronta, elegantissimo, insomma una persona completa, mi ha rovinato: quando mi guardo intorno mi sento male…”. E degli uomini cosa pensa? “Credo che gli uomini abbiano molta difficoltà a confrontarsi con una donna con forte personalità e che si voglia realizzare nel suo settore. Una persona mi ha letteralmente detto: ‘A me dà fastidio che tu stia sviluppando così velocemente la tua carriera’. Un altro: ‘Mi sento a disagio a parlare con te perché mi fai sentire piccolo, sei troppo intellettuale’”.