Meloni ha fretta sul nucleare, le Commissioni chiudono la partita sugli emendamenti. Le opposizioni: “Il governo gioca da solo”
La fretta del Governo Meloni sul nucleare, diventata ormai una “sfida personale” del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dà poca scelta alla Camera. Le Commissioni Ambiente ed Attività produttive hanno completato la votazione degli emendamenti al testo del disegno di legge delega presentato dall’esecutivo (Leggi l’approfondimento). Domani le due Commissioni voteranno il mandato ai quattro relatori per presentare il testo in aula, il prossimo 26 maggio. Una corsa contro il tempo che, a dire il vero, di “sfida personale” ha ben poco, ma sa più di necessità impellente. Ancora di più alla luce della lettera inviata da Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, quella in cui si chiede che la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa sia estesa anche alle spese per la crisi energetica, pena il rischio che l’Italia faccia un passo indietro sul programma Safe. Brutto affare che, però, solleva il velo sulla difficile situazione in cui si trova il Governo Meloni e su quanto abbia pesato e pesi la corsa alle armi quando si è di fronte all’ennesima crisi energetica. Questo il contesto in cui l’esecutivo ha deciso di premere l’acceleratore sul nucleare.
Le Commissioni riunite hanno votato la legge delega sul nucleare
Dei circa 50 emendamenti che erano rimasti accantonati al termine della seduta di giovedì scorso, a inizio giornata 30 erano ancora accantonati, mentre su circa dieci era arrivato il parere favorevole del ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel corso dell’esame del provvedimento, le Commissioni hanno inserito nel testo la valorizzazione delle filiere nazionali ed europee del nucleare e la possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare le centrali. Un’impresa non da poco, almeno guardando a ciò che è accaduto finora. Grande entusiasmo da parte del deputato di Fratelli d’Italia, Silvio Giovine: “Approvato l’emendamento a mia prima firma che valorizza le filiere nazionali ed europee relativamente all’approvvigionamento di forniture per la costruzione di nuovi impianti nucleari, rafforzando la competitività dell’industria nazionale ed europea e garantendo una maggiore autonomia strategica”. Secondo Giovine “la modifica apportata con l’emendamento contribuirà al raggiungimento di molteplici obiettivi. Su tutti – dice – la sicurezza e l’affidabilità delle forniture, favorendo produttori che operano all’interno di un quadro normativo comune, con standard condivisi in materia di qualità, sicurezza, tutela ambientale e il rispetto delle regole sugli appalti pubblici e sugli scambi commerciali stabilite dai trattati”. Per Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, “il disegno di legge sul nucleare va nella direzione giusta: costruire una politica energetica più sicura, moderna e competitiva. È un percorso che il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Pichetto Fratin, sta portando avanti con serietà e concretezza su un tema decisivo per il futuro del Paese”.
Pichetto spinge: “L’iter della legge delega finirà prima dell’estate”
In mattinata, Picchetto aveva ribadito la sua posizione e la sua road map: “Il disegno di legge sul nucleare probabilmente verrà licenziato nella giornata di oggi” dalle Commissione Ambiente e Attività produttive alla Camera, e la settimana prossima potrà essere approvato anche dall’Aula, per poi passare al Senato e andare avanti nel proprio iter”. La speranza del ministro, e non solo del ministro, è quella di “concludere il percorso della legge delega entro la pausa estiva, per poi procedere entro fine anno, indicativamente, alle norme di attuazione”. L’obiettivo è creare le condizioni, il quadro giuridico, “affinché verso fine di questo decennio si possa ripartire con l’iniziativa di produzione di energia da fonte nucleare”.
L’Abbate (M5S): “Il governo gioca da solo”
Ma la polemica con l’opposizione non si placa, neppure dopo la votazione. “Il nucleare che Giorgia Meloni vuole portare in Italia è la più grande truffa che sia mai stata fatta ai danni degli italiani, una colossale presa in giro” commenta Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde. E aggiunge: “Una cosa veramente inaccettabile, che si spiega solamente con la volontà di continuare a far fare profitti miliardari alle grandi società energetiche che oggi vendono e acquistano gas. Vogliono trasformare l’Italia in un hub energetico del gas, condannando gli italiani, le famiglie, i pensionati, le imprese a pagare sempre di più l’energia”. Critiche anche dal M5s e dal Pd. “Sul disegno di legge sul nucleare, come al solito la maggioranza non ha accettato i consigli che sono venuti dall’opposizione. Sono passati piccoli emendamenti insignificanti, anche con riformulazioni governative. Come al solito, il governo gioca da solo” ha detto la deputata 5 stelle della Commissione Ambiente, Patty L’Abbate. “Noi parlamentari stiamo lì nelle Commissioni a dialogare – prosegue -, a cercare di portare giuste osservazioni, per far fronte alle esigenze dei cittadini e a una chiara visione sulla povertà energetica, e su altre situazioni che il governo continua a non vedere. Ma il governo va dritto per la sua strada, che non è certamente quella di migliorare la vita dei cittadini e di abbattere le bollette”. Anche la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, ospite a Start su Sky Tg24, è stata molto critica sul governo Meloni: “Ha fatto per quattro anni guerra alle rinnovabili e adesso c’è questa avventura di una delega sul nucleare che non può essere la risposta al costo delle bollette più alte che paghiamo rispetto al resto d’Europa”.