Musica

Marracash: “Non mi sono mai sentito un gangster per aver spacciato o rubato motorini, in Barona erano esperienze normali. La svolta con il rap e dopo l’incontro con Gue. L’ansia? Una bestia feroce”

Nel suo docufilm “King Marracash”, che sarà nelle sale fino al 27 maggio, il rapper si è messo a nudo e ha raccontato le difficoltà di crescere nel suo quartiere, le ansie e la dipendenza dai sonnifero. È tornato anche sulla rottura con Elodie

di Gabriele Scorsonelli
Marracash: “A 10 anni ci hanno sfrattato da una casa senza bagni

Marracash: “A 10 anni ci hanno sfrattato da una casa senza bagni" - 2/5

Fabio Rizzo (vero nome dell’artista) ce l’ha fatta. Partendo dalla periferia, da quel nomignolo che ha scelto perché “mi chiamavano marocchino e mi piaceva il gioco di parole con il termine ‘cash’”. Figlio di genitori emigrati al nord da Nicosia, in Sicilia, non ha vissuto un’infanzia facile. A 10 anni lo hanno sfrattato insieme alla famiglia da una casa “senza bagni, dove nessuno pagava”, ha visto il padre perdere il lavoro, perdere il camion dopo un furto. E la mamma “fare le pulizie a casa dei miei compagni di classe. Mi sentivo un po’ in imbarazzo”. E allora, la rabbia che gli montava dentro – frutto della situazione familiare e del contesto non facile in Barona – l’ha trasformata in rivincita sociale. Lo scorso aprile ha organizzato per il suo quartiere un Block party come segno di riconoscenza e perché aveva avuto la sensazione di “scrivere canzoni per chi poi non può permettersi i biglietti dei grandi concerti”. Ha appeso in bacheca anche un disco di diamante per “Persona”, il suo album più amato e primo della trilogia con “Noi, loro, gli altri” e “È finita la pace”.

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