Marracash: “A 10 anni ci hanno sfrattato da una casa senza bagni" - 2/5
Fabio Rizzo (vero nome dell’artista) ce l’ha fatta. Partendo dalla periferia, da quel nomignolo che ha scelto perché “mi chiamavano marocchino e mi piaceva il gioco di parole con il termine ‘cash’”. Figlio di genitori emigrati al nord da Nicosia, in Sicilia, non ha vissuto un’infanzia facile. A 10 anni lo hanno sfrattato insieme alla famiglia da una casa “senza bagni, dove nessuno pagava”, ha visto il padre perdere il lavoro, perdere il camion dopo un furto. E la mamma “fare le pulizie a casa dei miei compagni di classe. Mi sentivo un po’ in imbarazzo”. E allora, la rabbia che gli montava dentro – frutto della situazione familiare e del contesto non facile in Barona – l’ha trasformata in rivincita sociale. Lo scorso aprile ha organizzato per il suo quartiere un Block party come segno di riconoscenza e perché aveva avuto la sensazione di “scrivere canzoni per chi poi non può permettersi i biglietti dei grandi concerti”. Ha appeso in bacheca anche un disco di diamante per “Persona”, il suo album più amato e primo della trilogia con “Noi, loro, gli altri” e “È finita la pace”.